A Napoli e provincia su 1900 tessere online del Pd sono state annullate 993 iscrizioni, a cui si aggiungono le 400 invalidate nei giorni scorsi. La decisione è arrivata ieri sera dalla commissione nazionale di garanzia e pesa come un macigno. Così si chiude un primo atto dell’imbarazzante vicenda iniziata con il video girato all’esterno di un’associazione di Miano, quartiere popolare a Nord di Napoli e pubblicato da La Repubblica, nel quale una signora invita a entrare alcune persone perché ci avrebbe pensato poi ‘Michel’ (Michel Di Prisco, volto noto del Pd locale) a fornire i 10 euro necessari come quota per il rinnovo della tessera. Nel frattempo scoppiava anche il caso dei tessericifi online. Che non ha riguardato solo Napoli o la Campania.

Nei giorni scorsi la commissione provinciale per il congresso del Pd di Napoli ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per dare il via libera agli elenchi degli iscritti. Da un lato una cinquantina di circoli non avevano ancora inviato le proprie liste, dall’altro le ragioni erano da ricercare proprio sulle perplessità in merito alle iscrizioni online. Il segretario del Pd Venanzio Carpentieri ha parlato di “problemi tecnici”. Una situazione che ha riscaldato gli animi già tesi, a pochi giorni dalla sfiducia al capogruppo in Consiglio comunale Valeria Valente, a seguito dell’inchiesta sui candidati a loro insaputa alle scorse elezioni comunali inseriti nella lista Napoli Vale. Sfiducia a cui hanno fatto seguito le dimissione dall’incarico. Tra l’altro proprio oggi, al termine di una riunione del gruppo che si è tenuta nella sede del Pd di Napoli, alla presenza del segretario Venanzio Carpentieri, è stato eletto il nuovo capogruppo Federico Arienzo.

IL LAVORO DELLA COMMISSIONE – E mentre la commissione provinciale si è occupata delle richieste di tesseramento effettuate di persona (fatta eccezione per i circoli nei quali si sono verificati casi di presunte irregolarità), è stato direttamente il partito nazionale a vagliare le iscrizioni effettuate online. Fino alla tarda serata di ieri nella sede del Pd di via Toledo, la commissione ha analizzato la completezza dei dati, certificando 15mila iscritti e nell’80 per cento dei circoli finora presi in esame (sui 131 circoli di Napoli e provincia), per trasmettere al partito nazionale l’anagrafe dei tesserati, ma oggi il lavoro continua per arrivare al calcolo complessivo.

I CONTI CHE NON TORNANO – Ma veniamo ai conti. E alle tessere invalidate, perché acquistate a ‘pacchetti’ con un’unica carta di credito. Il record di annullamenti è stato registrato nel quartiere di Mariglianella, dove sono risultate valide appena 13 iscrizioni su 150, con 137 tessere cancellate. Anche a Castellammare quelle risultate irregolari sono 137, ma su un totale di 225, in pratica quasi il 50 per cento. Tra l’altro nel comune campano il tesseramento è stato sospeso, perché si è scoperto che oltre 100 tessere erano state pagate con lo stesso numero di carta paypal per un totale di 1600 euro. Dietro l’operazione Eduardo Melisse, presidente del consiglio comunale che, intervistato da Il Fatto Quotidiano ha candidamente ammesso: “Veramente sono 125 o 130, non ricordo il numero preciso. Ma cosa ho fatto di male? Mica ho iscritto ladri o camorristi”. E Melisse ha anche spiegato: “Il mio elettorato è fatto di persone che non hanno computer né carte di credito, non sanno come funzionano queste cose. Ho messo a disposizione il mio studio, li ho aiutati. Mica è colpa mia se il Pd non ha una sede?”. A Poggioreale, invece, sono risultate valide solo 4 tessere su 100, mentre ne sono state cancellate 96. Invalidate, poi, altre 9 tessere nel quartiere di Pendino e 17 nel comune di Torre del Greco. Quattrocento, invece, gli iscritti che non hanno rinnovato la quota.

Nel frattempo, spostandoci di provincia, ma restando in Campania, resta aperta la ‘questione Caserta’, con un’inchiesta aperta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere dopo la denuncia di dieci dirigenti del Pd della città su presunte irregolarità. Al centro della polemica finita davanti ai magistrati 189 tessere presentate dal segretario cittadino Enrico Tresca “senza rendere noti i nomi, gli estremi identificativi e le quote di adesione” e raccolte da Tresca da solo la sera del 28 febbraio, a chiusura dei lavori dell’ufficio adesioni del circolo.