Comincia oggi la campagna per il congresso per noi che sosteniamo Matteo Renzi segretario. Questo non deve restare un dialogo interno al Pd, ma deve essere un’occasione per concordare proposte in grado di migliorare il futuro della nostra generazione, consci che il lavoro svolto dal governo Renzi è stato positivo come mai altri e che rappresenta il punto di partenza.

Con amici appassionati della Cosa pubblica abbiamo discusso a lungo, e la passione ci ha fatto esagerare con le proposte. Poi, orientati dal senso pratico, abbiamo selezionato alcune delle nostre idee e le abbiamo inserite in un quadro coerente per le persone a cui mi sento più vicino: giovani, piccoli imprenditori, partite Iva e lavoratori autonomi.

Queste categorie risentono maggiormente, vivendo la condizione di precari, del peso ingiusto di privilegi e assenza di merito. Grazie al corporativismo, ai ricatti o alla semplice difesa di leggi superate dall’innovazione, in troppi ambiti non si intende rinunciare a posizioni acquisite, divenute insostenibili: i giovani si sentono soffocati dalle generazioni che li hanno preceduti e non chiedono altro che opportunità per costruirsi un futuro economico. Non hanno bisogno soltanto di un posto fisso, ma della certezza che l’Italia sia il Paese giusto per costruire la propria vita, perseguire un sogno senza dover necessariamente cercare fortuna all’estero. Vorrei che potessero dire con convinzione “Ho scelto l’Italia” e che non la considerino un ripiego.

Ho lavorato per un anno e mezzo in Asia ma ho deciso di rientrare perché trovo che questo sia il momento di impegnarsi nella costruzione di una proposta politica di rilancio del Paese, un Paese fossilizzato in caste, dove se nasci povero purtroppo hai grosse probabilità di rimanere tale.

Per questo credo nell’importanza di dire basta ai privilegi perché oltre al danno economico demotivano e uccidono il morale di chi non ne gode. È questa, secondo me, la priorità per chi vuole operare in un partito che difenda i valori fondamentali della sinistra: uguaglianza, lavoro, democrazia. Il Pd deve essere identificato come il partito del merito e delle competenze. Dobbiamo dare la possibilità di incanalare la forza generazionale dei millennials e della generazione zeta in un progetto collettivo e costruttivo, non in una generica protesta verso chi dimostra di non saperli ascoltare.

I piccoli imprenditori e lavoratori autonomi poi costituiscono l’ossatura produttiva e meno tutelata nel Paese: singoli imprenditori, piccole imprese, start up, artigiani, partite Iva, professionisti, commercianti, creativi.

Dobbiamo convincere queste persone ad avere fiducia nel Pd, dando rappresentanza a chi non ha la certezza di un posto fisso e mai l’avrà, che produce ed assume, che lavora per studi professionali con i doveri dei dipendenti ma senza diritti, che innova ed è motivato a lavorare in proprio per un fine collettivo, con l’esuberanza di costruire qualcosa di grande ma senza la serenità di adeguate tutele. Solo loro ad aver pagato di più la crisi: su 1 milione di posti di lavoro persi dal 2008 ne sono stati recuperati più di 600mila grazie alle riforme del governo Renzi ma quasi tutti nel lavoro dipendente; il saldo mancante è proprio nel perimetro delle imprese e partite Iva chiuse, quelle che non possiamo permetterci di dimenticare.

Da qui voglio partire, insieme a chi già mi sostiene, e vorrei coinvolgere tutti in questa discussione congressuale e nella futura campagna che ci porterà nuovamente al governo, ma solo se sapremo spiegare agli italiani che le proposte portano più lontano delle proteste. Quelle che vi propongo di portare avanti sono:

Giovani
– Decontribuzione per 3 anni per i neo assunti a tempo indeterminato sotto i 30 anni.
– Stipendio (800 €/mese) per gli studenti universitari in corso e con media superiore al 27 (circa 180 mln di costo).
– Erasmus come programma strutturale a 17 anni con borse di studio che lo sostengano.
– Nuovi incentivi fiscali per il rientro non solo dei cosiddetti “cervelli” emigrati, ma anche di potenziali artigiani e nuovi imprenditori

Basta privilegi
– Ondata dirompente di liberalizzazioni (trasporto, transazioni immobiliari e notai, servizi sanitari, settore energetico).

Lavoro autonomo
– Riduzione 5% tasse sui redditi di partite Iva e artigiani.
– Stretta sulle partite Iva monomandatarie, equiparandole ai dipendenti a tutti gli effetti.

Start-up e Pmi
– Incentivi fiscali agli investimenti di persone fisiche in start up e piccole e medie imprese (Pmi), per mobilitare l’enorme risparmio italiano dormiente.
– Nuovo 8×1000 destinato a investimenti in start-up e pmi.

Queste sono alcune semplici proposte che mettiamo a disposizione del Partito Democratico, del suo futuro segretario, e dell’opinione pubblica che le voglia commentare, per poter rilanciare con forza lo sviluppo del nostro Paese.