Il principio di precauzione e di prudenza? È un principio che tutti noi applichiamo nella nostra vita quotidiana, ma l’unico posto dove non vale è la politica”. Sono le parole pronunciate a Otto e Mezzo (La7) dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, in un acceso dibattito sulla vicenda Consip con Annalisa Chirico, firma de Il Foglio. I due giornalisti discutono sul reato contestato a Tiziano Renzi. “Il traffico di influenze illecite” – afferma Chirico – “è un reato introdotto nel 2012 in un Paese che non ha regolamentato il lobbying. Non ha mai prodotto una condanna ed è contestato da vari insigni giuristi, che lo definiscono “evanescente””. “Veramente è un reato che c’è in tutto il mondo e ce lo ha imposto una convenzione internazionale”, ribatte Travaglio, che, dopo uno scontro rovente con Annalisa Chirico, si sofferma sul principio di precauzione: “Ti pare normale che la Procura di Roma tolga le indagini al Noe, per un principio di precauzione, non sapendo se la fuga delle notizie sia arrivata dal Noe di Napoli e le dia al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, che ricade sotto un Comandante Generale che è indagato per fuga di notizie, perché il governo non lo ha rimosso? La Procura usa il principio di precauzione e di prudenza, che invece non è usato dalla politica”. E aggiunge: “Il governo lascia al loro posto persone accusate di una fuga di notizie e anche i loro accusatori, accettando dunque il rischio che o alla Consip abbiamo un calunniatore, cioè un delinquente, oppure al vertice dell’Arma dei Carabinieri e dentro un ministero importante del governo Gentiloni ci siano dei fuggitori di notizie e dei favoreggiatori, cioè dei delinquenti”