L’ostilità di Donald Trump nei confronti dei giornalisti è uno degli aspetti autoritari che avvicinano “El Primero Populista” alle repubbliche delle banane da cui vorrebbe tenersi lontano con un muro. Questa decisione, così poco americana, ha riempito giustamente le prime pagine dei giornali, facendo dimenticare un piccolo paese del sud-Europa dove la libertà di stampa incontra difficoltà molto più concrete degli schiaffi di Trump alla Cnn o al New York Times, e cioè l’Italia.

Uno degli ultimi episodi riguarda l’ex-inviato di Striscia la notizia e delle Iene Mario Molinari. Tagliato fuori dagli schermi nazionali dopo un’inchiesta sul petrolio Eni in Nigeria, ha continuato il suo lavoro a Savona, cercando storie e fatti per un blog, “NININ”, che in Liguria è diventato un punto di riferimento anche per la stampa nazionale (Nuzzi e Fittipaldi lo hanno citato nei loro libri sulle nequizie del Vaticano). Bene, Molinari, che le sue inchieste se le gira con i suoi mezzi e senza la copertura anche legale di un grande editore, ora deve pagare una multa che costa più della sua moto: 3.750 euro.

Il 30 novembre del 2011 i vagonetti della funivia più vecchia d’Europa, quella che dal porto di Savona trasporta il carbone per 19 km sino a Cairo Montenotte, pendevano immobili dai cavi di acciaio. “Erano fermi da mesi – racconta Molinari – e questo mi sembrò un po’ strano dopo mesi di lavori mastodontici e centinaia di milioni di euro spesi per costruire il nuovo impianto che fa passare i nastri trasportatori sotto la collina che sovrasta il porto”. Molinari inforca la moto, supera la collina all’altezza di Via Ranco, dove l’impianto riemerge alla superficie e vede che il cancello della stazione di transito è aperto, così decide di entrare con la telecamera accesa per dare un’occhiata e documentare che i vagonetti sono fermi.

“Dopo pochi secondi – racconta – mi si avvicinano due signori con la divisa delle funivie – e mi chiedono i documenti. Io mi rifiuto, quelli insistono: ‘Ma lei perché è entrato? Perché riprende?’, e mi mettono addirittura un piede sotto la ruota della moto per impedirmi di fare inversione e di uscire. A quel punto gli dico: ‘Guardate che state facendo un sequestro di persona’, al che mi fanno uscire e mi prendono il numero della targa. Dalla targa risalgono al mio nome e mi accusano di aver ‘violato il domicilio della Funivie Spa, che è una società partecipata dal pubblico, dall’Autorità Portuale'”.

Non succede più nulla fino al 2016, quando Molinari riceve un decreto penale di condanna con 30 giorni di tempo per far ricorso. Lui ricorre e dopo un anno e mezzo si vede recapitare un rinvio a giudizio per violazione dell’articolo 614 (violazione di domicilio, ndr) che prevede una pena pecuniaria di 3.750 euro, equiparata a circa 40 giorni di detenzione. “Mi chiedono soldi che non solo non ho – dice Molinari – ma che, come cronista, non ritengo neppure di dover versare perché facevo solo il mio mestiere. Io ero andato a documentare il fatto che, dopo aver ultimato lavori per milioni di euro – l’ultimo lotto era di 36.481.388 euro – lavori colossali perché si trattava di costruire dentro una collina tutto un sistema di montacarichi di carbone – e dopo un’inaugurazione in pompa magna con Claudio Burlando, all’epoca Presidente della Regione, Rino Canavese, presidente all’epoca dell’Autorità Portuale, tagli di nastri, tg e discorsi, i vagonetti, sei mesi dopo, erano ancora fermi”.

Ora la domanda che verrebbe da rivolgere al pubblico ministero è: cara dottoressa, capisco che lei debba far rispettare la legge e che forse il motocronista Molinari l’ha violata ignorando il cartello ‘divieto d’accesso’ ma anche la legge andrebbe applicata cum grano salis. Le pare possibile che il giornalista venga punito con 3.750 euro di multa per aver rubato un’immagine e nessuno, dico nessuno, né la vecchia classe dirigente pidina né quella nuova (i forzisti di Toti) dica nulla sul fatto che nel cantiere della Piattaforma Maerks di Vado lavorino ben tre ditte senza certificazione antimafia? Sa chi l’aveva denunciato a Rete 4 dottoressa? Mario Molinari (che per fortuna sua quel giorno era a piedi).

Ecco le immagini per cui Mario Molinari è sotto accusa