“Un attacco senza precedenti” alla Madonna di Medjugorie e ai veggenti, fatta “con toni diffamatori e denigratori” dal vescovo di Mostar. Non solo: “una mossa mediatica fatta scattare ad orologeria per dividere e destabilizzare l’ambiente e mettere in difficoltà l’arcivescovo di Varsavia“, inviato speciale del Papa che tra pochi giorni sarà nel luogo della Gospa. Paolo Brosio, ex giornalista del Tg4 devoto alla Madonna di Medjugorie, si scaglia su Facebook contro le parole di Ratko Peric che in un lungo articolo articola un solo concetto: la Madonna non è mai apparsa a Medjugorie. Quella che i “sedicenti veggenti” dicono di vedere, afferma, non è “la Madonna evangelica”, ma una “figura ambigua” che viene “manipolata” intenzionalmente e “obbligata” ad apparire in chiesa. In sostanza “un gioco magico”.

Valutazioni che per Brosio sono un attacco “gravissimo agli occhi di Dio e della madonna“. E si domanda: “Ma un vescovo non dovrebbe essere paterno e misericordioso? Un vescovo non dovrebbe essere contento se nella sua diocesi vengono a pregare milioni di fedeli e si convertono alla fede cattolica e apostolica? Ma il vescovo di Mostar non farebbe meglio a venire a Medjugorje a fare il suo lavoro di vescovo invece di diffamare tutto e tutti?”. Sottolinea che le affermazioni di Peric “sono altamente lesive sia del lavoro di Ruini (a capo della Commissione istituita da Benedetto XVI per studiare le apparizioni della Gospa, ndr) che della devozione popolare di milioni di persone”. E attacca “i due vescovi di Mostar chi si sono succeduti dal 1981″ perché “ad oggi hanno commesso una gravissima violazione dei doveri pastorali, cioè hanno fatto mancare la presenza e l’assistenza spirituale, quali pastori di un gregge di milioni di persone, e invece si sono dedicati solo alle attività dei residenti e dei ragazzi di Medjugorje, limitandosi a partecipare una volta l’anno nel giorno delle loro cresime“.

“La Madonna di Medjugorie non è quella del Vangelo”: l’articolo del vescovo di Mostar che smonta le apparizioni – Il vescovo smonta in toto la pretesa soprannaturalità dei fenomeni di apparizione nel sito di pellegrinaggio bosniaco. E la smonta fin dai primi momenti, quelli ritenuti autentici dalla Commissione istituita da Benedetto XVI nel 2010 e presieduta dal cardinale Camillo Ruini, che ha condotto le sue indagini per quattro anni. “La posizione di questa Curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria“, scrive Peric nell’articolo dal titolo “Le ‘apparizioni’ dei primi sette giorni a Medjugorje“. “Dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti, nella prima settimana, nell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna – spiega – con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni. Se la vera Madonna, Madre di Gesù, non è apparsa – come infatti non è – allora a tutto sono da applicare le seguenti formule: ‘sedicenti’ veggenti, ‘presunti’ messaggi, ‘preteso’ segno visibile e ‘cosiddetti’ segreti”.

Il vescovo di Mostar parla di “figura ambigua”, perché “la figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla Madonna nelle apparizioni riconosciute dalla Chiesa“. Ecco perché: “di solito non parla mai per prima, ride in maniera strana, a certe domande scompare e poi ritorna, obbedisce ai ‘veggenti‘ e al parroco magari controvoglia”. Un atteggiamento che prova quanto “questa non sia la Madonna evangelica”. Il vescovo di Mostar, poi, aggiunge anche altri elementi: parla di uno “strano tremito” nelle mani della figura apparsa riferito da uno dei ‘veggenti’ il primo giorno; di un “anniversario fasullo” a proposito della prima presunta apparizione; di un bambino visto da alcuni veggenti e non da altri; della mancanza, dopo quattro decenni, di un vero “segno visibile” che provi l’autenticità delle apparizioni.

E la lista prosegue con un “silenzio inspiegabile” e le ambigue risposte dell’apparsa nei primi sette giorni, i “messaggi strani” e contraddittori ai veggenti nei primi giorni. E ancora le “profezie false”, lo stato di “nervosismo” e tensione nello “svenire” e cadere delle tre ‘veggenti’ il terzo giorno; dei “toccamenti scandalosi” permessi ad alcuni della folla non solo al velo allungato e steso per terra ma anche al corpo della figura apparsa, “cosa molto inusitata e grave“. E infine delle “manipolazioni intenzionali” da parte del parroco che a un certo punto “obbliga” l’apparsa a scendere dalla collina e ad apparire in chiesa, “un gioco magico, e non il Vangelo di Cristo“. Per Peric, quindi, “tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato e studiato da questa Curia diocesana, incluso lo studio dei primi sette giorni delle presunte apparizioni, si può pacificamente affermare: la Madonna non è apparsa a Medjugorje! Questa è la verità che sosteniamo, e crediamo nella parola di Gesù, secondo cui la verità ci renderà liberi“.