“Sono stata violentata, ho subito abusi sessuali da bambina e sono stata licenziata perché mi sono rifiutata di andare a letto con il mio capo, e ho sempre pensato che la colpa fosse mia, che non avessi fatto o detto la cosa giusta”. Lo rivela l’attrice premio Oscar Jane Fonda in un’intervista rilasciata al magazine Net-a-Porter. Il tema? Attivismo, femminismo e patriarcato. “Conosco giovani ragazze che sono state violentate e nemmeno si rendono conto che è stato stupro. Pensano: ‘Dev’essere successo perché ho detto no nel modo sbagliato’. Uno dei grandi risultati ottenuti dal movimento femminista – dice l’attrice – è averci fatto capire che [lo stupro] non è colpa nostra”.

La Fonda, 79 anni, ha iniziato la sua carriera di attivista negli anni ’60, per supportare il Movimento per i diritti civili e per opporsi alla guerra in Vietnam. Nell’intervista spiega: “Quando ho scoperto cosa stava davvero succedendo in Vietnam, ho preso in considerazione di lasciare il cinema per diventare un’attivista a tempo pieno”. Alla fine però ha continuato a fare l’attrice, cercando ruoli più vicini alla sua ideologia come Nine to Five (in italiano Dalle 9 alle 5… orario continuato), in cui tre donne sono alle prese con un capo severo e maschilista, o Tornando a casa, ambientato proprio durante la guerra del Vietnam. Ed è convinta che il suo attivismo l’abbia resa una migliore attrice, perché le ha permesso di vedere le cose “da una prospettiva più ampia”. Per Tornando a casa, nel 1979 ha vinto il suo secondo Oscar, dopo la sua prima vittoria nel ’72 per Una squillo per l’ispettore Klute.

Con Brie Larson, che nel 2016 ha vinto il premio Oscar come miglior attrice protagonista nel film Room (in cui interpreta una donna sequestrata e violentata dal suo aguzzino per sei anni), la Fonda ha parlato dell’attivismo odierno e di come sia “terrificante” essere una giovane attrice oggi che le donne sono ancora più sessualizzate rispetto agli anni ’70 e ’80. “Adesso devi sempre spogliarti”, ha detto. “C’è molta più enfasi su come appari”. Eppure “Bette Davis, Barbara Stanwyck e Mae West erano forti e sensuali senza dover necessariamente scoprire alcunché. E la gente le adorava per questo”. Nel 2014, anno in cui ha recitato in Youth – la Giovinezza di Paolo Sorrentino, l’attrice ha scoperto che sua madre, Frances Ford Seymour, era stata vittima di abusi sessuali all’età di otto anni. Si era poi suicidata a 42 anni, quando la Fonda era appena dodicenne. Dopo la scoperta ha dichiarato: “Volevo stringerla a me e dirle quanto mi dispiacesse, e che capivo tutto. Sono riuscita a perdonarmi: non l’aveva fatto per colpa mia”.