La legge sul testamento biologico ha avuto l’ok della commissione Affari Sociali della Camera. La relatrice Donata Lenzi (Pd) ha ottenuto il mandato della commissione con i voti favorevoli di Pd, M5s, Sinistra Italiana e Movimento Democratici e Progressisti. Contrari solo i deputati Antonio Palmieri (Forza Italia) e Alessandro Pagano (Lega Nord), mentre Area Popolare ha votato a favore ma Raffaele Calabrò sarà comunque relatore di minoranza perché critico nei confronti del testo. La legge arriverà nell’Aula di Montecitorio il 13 marzo.

Alla commissione Affari sociali, prima del voto, erano arrivati tutti i pareri. Via libera anche dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia con alcune osservazioni e dalla Bilancio con una condizione: inserire nel testo una clausola di invarianza finanziaria rivolta alle amministrazioni pubbliche. Questa condizione pone un problema però con la condizione posta dalla commissione bicamerale per le questioni regionali di creare un Registro nazionale delle Dat, cioè le Disposizioni anticipare di trattamento. “La questione del Registro è rinviata, non abbiamo detto né sì né no, stiamo facendo un approfondimento sulla fattibilità tecnica”, ha spiegato la relatrice Lenzi. L’esponente Pd aggiunge che “sono state accolte tutte le osservazioni che riguardavano i minori all’articolo 2, una parte delle osservazioni all’articolo 1″ sul consenso informato, mentre sull’articolo 3 quello sulle Dat con la possibilità di interrompere idratazione e nutrizione artificiale “ne sono state accolte poche perché erano una riscrittura totale e quindi non erano recepibili”.

Non è stata accolta, ad esempio, l’osservazione che chiedeva di togliere il riferimento alla deontologia professionale del medico (il rischio paventato era quello che si apra la strada agli obiettori di coscienza). Recepita invece la richiesta che le Dat siano esenti dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa.

Pagano e Palmieri spiegano così il loro voto contrario: “Il nostro voto contrario è dovuto essenzialmente a due ragioni: al permanere della possibilità di rifiutare l’idratazione e la nutrizione assistita e al medico inteso come mero esecutore delle volontà del paziente. L’auspicio è che il dibattito parlamentare in aula si sottragga alla trappola emotiva che i media in questi giorni hanno cercato di tendere ai danni del parlamento per condizionarlo sui noti fatti successi”, ossia il caso del Dj Fabo.

Nel dibattito, oggi, si aggiunge il pensiero di Elena Cattaneo, scienziata e senatrice a vita: “Penso che i tempi siano maturissimi. Penso e spero di vivere presto in uno Stato che si organizzi e si strutturi per consentire a ciascuna persona di vivere decidere della propria vita in piena consapevolezza e con tutto il diritto di farlo. Spero che si arrivi in Parlamento a discutere di questo”. “La discussione politica – ha aggiunto Cattaneo – è importantissima, i diritti individuali sono quanto di più importante uno Stato democratico deve tutelare. Quindi, bisogna trovare il modo per far sì che ciascuno possa rivendicare questo diritto”.