Sabrina de Sousa, l’ex agente della Cia condannata in via definitiva per il sequestro del 2003 dell’ex imam Abu Omar, ha ricevuto la grazia parziale di un anno di reclusione dal presidente Mattarella. E non sarà estradata in Italia. “Sabrina De Sousa è libera – ha detto il suo avvocato Dario Bolognesi – perché le è stata concessa la grazia con riduzione di pena e dunque non potrà essere tradotta in Italia: sono soddisfatto di questo provvedimento che riporta la situazione ad un equilibrio tra i vari imputati di questa vicenda assurda che rischiava di portare in carcere la mia assistita”. Nessuno dei 23 agenti della Cia condannati per il sequestro di Abu Omar è mai tornato, finora, in Italia per scontare la pena e in tre (Joseph Romano, Robert Seldon Lady e Betnie Madero) sono stati graziati dalla Presidenza della Repubblica. Per il sequestro dell’imam di viale Jenner, rapito nel 2003, sono stati invece prosciolti grazie al segreto di Stato gli 007 dell’ex Sismi.

Per la De Sousa era stata disposta l’estradizione dal Portogallo per espiare la pena residua dei 7 anni definitivi, poi diventati 4 per effetto dell’indulto. Ora, però, con la grazia e la riduzione di un anno, la pena residua scende a tre, con la conseguenza diretta e automatica della revoca dell’ordine di esecuzione nei suoi confronti, potendo beneficiare della sospensione condizionale. Con lo sconto di un anno di pena per effetto della grazia, quella residua da scontare si riduce a tre anni e dunque la procura generale della Corte d’appello di Milano (l’atto è firmato dal procuratore generale Antonio Lamanna), prendendo atto della decisione del presidente Mattarella, ha revocato l’ordine di esecuzione, che non è più eseguibile. Proprio domani De Sousa sarebbe dovuta essere estradata in Italia dal Portogallo, ed era previsto il suo arrivo in Italia, dopo che nelle settimane scorse si era messa in moto la macchina per la sua estradizione.

Il legale della De Sousa aveva sollecitato più volte la Presidenza della Repubblica ad adottare la grazia, concessa ad altri coimputati della ex agente Cia coinvolti nel caso Abu Omar e poi condannati. Interpellato questa sera, ha preso atto del provvedimento, non sapendo tuttavia quale possa essere la decisione di Sabrina De Sousa, che da libera cittadina potrebbe comunque arrivare in Italia, per regolarizzare la sua posizione giudiziaria nell’ambito dell’Unione europea. “Dovrò comunque – ha spiegato l’avvocato – proporre istanza al Tribunale di Sorveglianza di affidamento in prova ai servizi sociali per il residuo della pena, in modo che non possa più avere pendenze a suo carico”.

L’ex agente è stata quindi rilasciata come ha confermato a Reuters al telefono il suo avvocato portoghese, Manuel Magalhaes e Silva: “Sabrina adesso è libera. Ora aspetteremo la decisione della Corte italiana sulle pene alternative alla prigione, che probabilmente saranno servizi sociali da scontare in Portogallo”.

Aggiornato da redazione web il 1 marzo 2017 alle ore 17.51