Dopo l’approvazione, tra gli applausi dei tifosi e qualche malumore interno al movimento, del nuovo progetto dello stadio della Roma si pensa già a costruire. Se non ci dovessero essere ostacoli amministrativi o burocratici nell’approvazione del progetto previsto a or di Valle, i proponenti, secondo l’Ansa, contano di poter posare la prima pietra già entro l’anno in corso, con calcio di inizio tra il 2019-2020.

Opere pubbliche previste in due fasi
Le opere pubbliche previste saranno realizzate in due fasi. Le opere propedeutiche allo stadio, e dunque da realizzare subito, sono il potenziamento della Roma-Lido, gli interventi sulla via del Mare, le opere di messa in sicurezza idrogeologica del fosso di Vallerano nell’area di Decima. Alla fase due appartengono invece il ponte aggiuntivo sul Tevere e la bretella sulla Roma-Fiumicino che saranno realizzate ma successivamente. A decadere invece il prolungamento della metro B, nelle intenzioni di M5S da sempre osteggiato a favore di un potenziamento della Roma-Lido, e alcuni interventi nel quartiere della Magliana giudicati non pertinenti allo stadio.

La Lazio chiede uno stadio anche per i suoi tifosi
Neanche il tempo di tirare il fiato dopo la maratona di questi giorni e alla sindaca di Roma arriva l’appello dell’altra squadra della Capitale: “Ora si faccia anche lo stadio della Lazio”. Il messaggio arriva direttamente dal club biancoceleste. In un comunicato, la Lazio “prende atto con piacere che sono state superate tutte le remore legate ai vincoli delle sovrintendenze e ai vincoli idrogeologici per la realizzazione dello stadio della Roma” e sottolinea la società e “i suoi innumerevoli tifosi sono fiduciosi e certi che l’intera amministrazione comunale di Roma non creerà discriminazioni tra i cittadini romani in base alla fede calcistica e che il sindaco di Roma Virginia Raggi e la sua giunta sicuramente consentiranno di costruire anche per gli appassionati sostenitori dei colori biancocelesti, il proprio stadio, secondo i propri criteri di localizzazione, di efficienza e di qualità dell’impianto, senza ricorrere allo stratagemma dello stadio Flaminio che non ha alcun requisito e condizione oggettiva per essere lo stadio della Lazio”. “Solo tale iniziativa, la creazione dello stadio della prima squadra della Capitale, la Lazio, assevererà la volontà da parte delle istituzioni capitoline di intraprendere un percorso di innovazione in linea con i tempi, che proietti finalmente la nostra città, anche nel settore delle infrastrutture calcistiche, nella dimensione internazionale, cosi come sottolineato e richiesto dal presidente Uefa, non più tardi di pochi giorni fa”.

La Regione: “Vigileremo, serve nuova delibera”
Sulla questione interviene anche la Regione. Dell’accordo raggiunto “mentre è stato detto chiaramente che le attuali cubature saranno ridotte in modo significativo, non si conoscono ad oggi le opere e le infrastrutture per garantire la mobilità, il miglioramento dell’ambiente e della qualità urbana. Su tutto ciò la Regione, eserciterà il ruolo e la funzione di sua competenza” fa sapere  in una nota l’assessore alle Politiche del Territorio e alla Mobilità, Michele Civita. “L’accordo tra la giunta Raggi e l’As Roma sullo stadio è sicuramente una buona notizia perché fa compiere un importante passo in avanti e supera le incertezze degli ultimi 7 mesi. Ricordo che l’attuale conferenza dei servizi è incardinata, come prevede la legge, sulla delibera approvata dal consiglio comunale che ha riconosciuto il pubblico interesse al progetto presentato nel 2014. Quindi, se il progetto cambia, bisognerà – aggiunge Civita – richiedere una nuova valutazione tecnica e un nuovo pronunciamento da parte del Consiglio comunale di Roma sul pubblico interesse”.

Lombardi (M5s): “Questo è uno stadio fatto bene, Brava Raggi”
“Stracciato il progetto iniziale. Dimezzate le cubature extra-stadio. Nessun grattacielo. Questo è uno #StadioFattoBene, brava Virginia Raggi” scrive, in un tweet pubblicato oggi, la deputata M5S Roberta Lombardi, tra gli esponenti pentastellati più critici, nei giorni scorsi, sul progetto del nuovo impianto a Tor Di Valle.

Esulta il deputato Alessandro Di Basttista: “A Roma gli “inesperti” del M5S sono entrati. Hanno trovato una situazione disastrosa. Si sono messi al lavoro e stanno ottenendo risultati. La gestione della questione stadio è sintomatica. Il circo mediatico ogni giorno provava a dividerci. Sosteneva che avessimo cambiato idea e invece? Si è trovato un accordo – scrive in un post su facbook – per fare un impianto nel rispetto delle regole e della città. Insomma una cosa normale. Normale. Siamo la rivoluzione della normalità, quella che serve a Roma e che servirebbe al Paese intero. Prima o poi si voterà. Metteteci alla prova! Ne ho sentite di tutti i colori nelle ultime settimane. Ecco come al solito dicono sempre no” e poi “si sono piegati ai palazzinari”, l’ultima accusa sosteneva addirittura che Virginia Raggi avesse finto il malore per far saltare tutto. In molti dovrebbero farsi un esame di coscienza ma non se lo faranno”.

“I problemi di povertà delle periferie restano, ma oggi abbiamo dimostrato che quando lo Stato fa lo Stato non ci si inchina ai costruttori e ai palazzinari – dice il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio – Lo stadio si farà ma secondo le nostre regole e principi e ci fa piacere che la società della Roma sia venuta incontro alle nostre richieste. Abbiamo ottenuto che le opere di contorno avranno il 50% in meno di cubature. Perché non l’ha fatto chi c’era prima?. Non siamo quelli che vedono il privato come un demone. Anzi. Non è un tabù contrattare con un privato, a patto che lo si faccia nell’interesse dei cittadini. Voglio dire ai consiglieri comunali e regionali d’opposizione – aggiunge – di non ascoltare i loro sindaci e presidenti quando dicono che una cosa non si può fare altrimenti il privato scappa. Non è così. Quando sei il pubblico, ti siedi al tavolo col privato e trovi l’accordo che tuteli il territorio. Noi l’abbiamo fatto”.

I Verdi: “Le cubature sono aumentate”
“La sindaca Raggi con lo Stadio della Roma, sembra avere fatto il gioco delle tre carte, nascondendo quelle che non le fanno comodo e mostrandone una falsa. Intanto parla di cubature diminuite quando queste, rispetto a quanto prevedeva il PRG, sono comunque aumentate in maniera esponenziale – scrivono in una nota Guglielmo Calcerano, portavoce dei Verdi di Roma e Nando Bonessio portavoce dei Verdi del Lazio -. Ci domandiamo anche come il Comune possa emanare una nuova delibera sulla pubblica utilità dell’opera dopo che, secondo i giornali, il ponte carrabile sul Tevere con svincolo sulla Roma-Fiumicino è di fatto rinviato a data da destinarsi. Non vi sono garanzie sull’opera fondamentale che avrebbe dovuto garantire l’accesso degli spettatori allo stadio e la viabilità di tutto il quadrante. Adesso ogni partita rischia di essere un dramma per il traffico e una trappola per le centinaia di migliaia di abitanti di quella zona. In realtà ci viene il dubbio – spiegano gli ecologisti – che la riduzione delle cubature sia tutta sulle opere pubbliche e che la cementificazione della zona da verticale sia stata spalmata orizzontalmente. Tra l’altro – concludono Calcerano e Bonessio – rimane ancora il problema del vincolo della Sovraintendenza e anche della promessa fatta, e a questo punto disattesa, di un referendum sullo Stadio”