Genitori impegnati a picchiarsi e ragazzi, tutti intorno ai 16 anni, che corrono sugli spalti a dividerli, prendendosi pure una squalifica per aver abbandonato il terreno di gioco. Siamo al campo sportivo di Ugnano, provincia di Firenze. Sabato 18 febbraio è in corso la sfida tra Florence Sporting Club e gli empolesi dell’Avane, valida per il campionato Allievi provinciali. Una partita normale: due espulsi per falli di gioco, un gol dubbio convalidato e la squadra di casa in vantaggio per 3-2, ma nessuna particolare tensione in campo. In tribuna invece tra gli “adulti” gli animi sono caldi: qualche parola di troppo e alla fine si arriva alla rissa, come ha raccontato Il Tirreno, con almeno una ventina di persone coinvolte.

E la lezione di sport la danno i figli, che quando si accorgono di quello che sta accadendo, corrono a cercare di calmare i loro genitori. Nel frattempo, come ha ricostruito il quotidiano toscano, una mamma si prende uno schiaffo in faccia, un padre sventola in aria un cestino dell’immondizia per difendersi da calci e pugni, due persone volano a terra rotolando giù dalla tribuna. Uno di loro finirà al pronto soccorso. Due-tre giovani calciatori per squadra, una volta sugli spalti, riescono a mettere fine alla rissa, ma sono proprio loro a rimediare la punizione peggiore.

L’arbitro infatti interrompe la partita e squalifica 25 ragazzi, 11 dell’Avane e 14 della Florence, per aver abbandonato il terreno di gioco. In più è stata inflitta la sconfitta 0-3 a tavolino a entrambe le squadre. Solo una multa invece, 100 euro a ciascuna società, per la rissa. “Pochi ragazzi sono saliti – spiega al Tirreno l’allenatore dell’Avane, Michael Beconcini – ed è stato un errore punire loro e anche chi non si è mosso dal terreno di gioco. Giusto multare le società, ma chi era in campo non ha fatto niente di male. È successo tutto in tribuna“. Ora le due società non hanno giocatori con i quali presentarsi alla prossima sfida di campionato. “Qualcosa dovremo inventarci – dice Gianni Marucelli della Florence – anche se queste cose ti fanno venire voglia di smettere. Alleno dal 1982 e non avevo mai visto una cosa del genere“.