Per contrastare l’inquinamento e lo smog a Milano non bastano i blocchi, le multe o i palliativi da giorno dopo. Serve un piano d’azione cittadino e regionale, serve una discussione seria con le maestranze pubbliche e private capace di guardare ai prossimi dieci anni, puntando ad abbattere drasticamente le emissioni in tutta la Lombardia, coniugando tutela del cittadino, innovazione industriale e lavoro. I blocchi del traffico e le riduzioni del riscaldamento sempre proposte in questi casi, da nord a sud, sono misure miopi che parlano di privazioni inutili e soluzioni inesistenti.

In questi giorni le emissioni nocive e di smog raggiunte nel comune di Milano hanno fatto scattare il livello di allarme a quote massime, specialmente dopo l’uscita dei dati in materia forniti da Arpa. Va detto tuttavia che gran parte delle risposte paventate nell’immediato sono ancora una volta pressoché inutili, incapaci di far intravedere una seppur minima pianificazione rispetto alla riduzione delle emissioni sul lungo periodo.

Da una riduzione delle velocità nell’area metropolitana passando a nuovi blocchi del traffico, fino alla curiosa proposta di limitare l’uso del riscaldamento domestico, siamo ancora nell’alveo di una incapacità programmatica palese, limitata ad agire sugli effetti e non sulle cause di un problema, con politiche oltretutto inutili, visto che il blocco del traffico non ha mai eliminato il problema delle emissioni in un periodo sufficientemente prolungato, limitandosi ad allegre scampagnate domenicali, in vista di settimane caratterizzate nuovamente dal solito inquinamento cittadino.

La soluzione, più che nella limitazione delle libertà di circolazione, risiede in un piano di lungo periodo inerente l’industria e la mobilità regionali, puntando da un lato sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalla green economy, dall’altro sull’ampliamento dei servizi di mobilità pubblica e gli spostamenti ad impatto zero. Vi sono una serie di proposte applicabili anche alla sola Milano, fatte tra l’altro anche dal presidente dei circoli dell’ambiente Alfonso Firmiani, che già potrebbero essere ben più utili di un miope blocco del traffico o di riduzioni della velocità, utili probabilmente solo a far aumentare i proventi dell’erario milanese e non a ridurre il problema dello smog.

Queste misure parlano di incentivi fiscali per l’acquisto di auto elettriche, di buoni parcheggio e gratuità dei posteggi per le auto ad energia pulita, parlano di incentivi industriali, come da tempo personalmente promuovo, per far divenire la Lombardia la punta di diamante dell’industria pulita a livello europeo, in una progressiva conversione e crescita capace di attrarre a sé anche moltissime energie. Politiche di crescita e sviluppo capaci oltretutto di combattere la disoccupazione, offrendo nuovi posti di lavoro e prospettive di ricerca in un settore in continua crescita, basilare per evitare di ritrovarci a vivere in un ambiente malsano e rimasto al palo in materia di innovazione energetica, energie rinnovabili e qualità della vita.