Tra le varie ipotesi che si accapigliano sul futuro del libro ve ne è una che incontra il consenso di più di un addetto ai lavori. Nello scontro tra cartaceo e digitale non vi sarà una vittoria netta di uno sull’altro, ma un assestamento su percentuali di consenso oggi faticose da stimare, in cui difficilmente resterà spazio per le edizioni economiche. Il libro di carta diventerà un prodotto per collezionisti esigenti, concepito per essere di grande qualità in termini di confezionamento e contenuto, giustificando un prezzo finale che diventerà medio-alto. Nessuno può dire con certezza se e quando questo avverrà concretamente ma, per il momento, possiamo assistere a qualche forma di esplorazione di questo ipotetico domani.

Uno degli ambiti in cui mi sembra si possa dire che ci sia più fermento in questo senso è quello del fumetto. Per ragioni legate all’essenza stessa del prodotto dove, come nei libri per bambini, il digitale sfuma il suo senso, stiamo assistendo a una radicale trasformazione del mercato, in controtendenza rispetto al passato.

Una notevole mole di materiale fuori catalogo viene oggi ristampata da editori in passato lontani dal mondo dei comics, restituendo agli scaffali autori e personaggi che, scampati alla damnatio memoriae di un mercato depresso per anni, sono sopravvissuti nel ricordo dei lettori più anziani, o al limite riscoperti da appassionati più giovani spinti dalla curiosità o magari da una tradizione familiare. Questa nuova attenzione verso il fumetto evolve soprattutto verso le librerie in luogo delle edicole che, pur rimanendo il baluardo della distribuzione seriale, soffrono già ora la crisi dei giornali quotidiani, e vedono quindi i lettori migrare verso nuovi luoghi deputati.

Se quindi il futuro dei libri tangibili è nelle edizioni di grande qualità, un anticipo di quel domani può essere oggi scovato in libreria nella meravigliosa edizione di Sharaz-De, la versione de Le mille e una notte del gigantesco Sergio Toppi. Questo volume prestigioso e spettacolare, edito da Nicola Pesce Editore, è il primo di una nuova collana, dopo quella dedicata a Dino Battaglia, interamente destinata alle opere di quello che è considerato tra i più grandi, se non il più grande illustratore della storia del fumetto italiano e raccoglie, oltre a un’eccellente introduzione e una splendida intervista all’autore, tutte le storie realizzate dal maestro per dare forma alla sua visione.

Sono passati quasi quattro decenni dai tempi della genesi di quest’opera, eppure il suo impianto era talmente avveniristico per i tempi da risultare oggi attuale, financo precursore di una tendenza che, negli ultimi anni, ha visto affermarsi la concezione verticale delle sceneggiature come il più consueto modello del fumetto contemporaneo. Ma Sharaz-De va oltre la vignetta, e piega la pagina alle necessità evocative di una vicenda che ha influenzato l’immaginario di Oriente e Occidente per secoli e secoli, fino ad assumere una forma talmente perfetta nei disegni di Toppi, da scoraggiare e rendere superfluo qualsiasi tentativo di rielaborazione. Del resto l’acume dell’autore aveva in partenza rinunciato a incasellare le vicende originali del testo in una pedissequo adattamento, cogliendone invece stilemi e simboli per farne dei simulacri di carta e grafite, creando una galleria di immagini strepitose, capaci di scolpire nella carta quelle leggende secolari.

La vicenda è nota. Un re incollerito e vendicativo decide di giacere ogni notte con una donna còlta dal suo popolo, destinata a una morte mattutina come vendetta per il tradimento subìto dalla moglie. Per placare quell’oceano di lacrime si offre volontaria Sharaz-De, coraggiosa e furba figlia di un nobile che, dopo aver soddisfatto il sovrano, si offre di intrattenerlo fino all’alba con storie talmente avvincenti da spingerlo a non ucciderla, almeno fino all’alba successiva. In questo lavoro, scavato tra gli inconfondibili tratteggi del maestro, e i suoi onirici, analogici colori, ci si perde alla ricerca del significato della vita, del valore di archetipi ancestrali, rintracciabili in opere fondamentali della nostra cultura, già influenzate dal fascino misterioso dell’antica opera orientale, che vanno da Boccaccio a Shakespeare, da Chaucer a Pirandello, e che trovano nella forma data da Toppi un punto fermo e insuperabile, capace di proiettarci in una meravigliosa dimensione definitiva, dove sfogliare non porta solo a leggere ma a contemplare. Per mille e una volta.