Renzi? Molto probabilmente vincerà il congresso del Pd, perché dubito che riuscirà a perdere con Orlando o Speranza. Ha i numeri. Ma a quel punto come fanno Emiliano e Rossi a stare lì dentro?”. Così a Otto e Mezzo (La7) il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, si esprime sulla direzione Pd di ieri. “Finora” – spiega- “l’accusa a Renzi era quella di aver spostato il centrosinistra su posizioni di centro e addirittura di centrodestra. Se allora Renzi vince il congresso, improvvisamente fa tesoro dei dettami e delle richieste di Cuperlo e della sinistra dem? Fatico a immaginare Renzi che all’improvviso prema ‘reset’ e decida di ascoltare chi non gli piace”. Il giornalista poi sottolinea: “Renzi forse si dimetterà sabato, quindi si è quasi dimesso. Evidentemente ha la sindrome di Fonzie che non ce la fa a dire certe parole. Renzi ancora molto ferito e molto scosso, meno carico e pimpante. In qualche passaggio è stato inelegante e infelice, come nel riferimento alle ‘due o tre banchette toscane’. Lo vada a dire a quelli di Banca Etruria che sono stati truffati. Poi ha detto che il ‘principio di lealtà sa molto seria’ e qualcuno ha pensato a Enrico Letta“. E aggiunge: “Tutte quelle cose dichiarate oggi Renzi avrebbe dovuto dirle subito dopo la sconfitta del referendum del 4 dicembre. Ha lasciato decantare troppo. Più volte sia Emiliano, sia Renzi hanno invocato il congresso, a patto che il vincente ottenesse la fedeltà di tutti. Ma qui il problema non è essere fedeli o meno. Si tratta di profonde divergenze di carattere politico. E nelle ultime settimane c’è stato uno strappo profondo