Nessuna “prefettizzazione” dei vigili del fuoco. Resta cauto, Salvatore Chiaramonte, segretario nazionale della FP-Cgil, ma non nasconde una certa soddisfazione dopo due giornate di trattative tra sindacati dei pompieri e ministero dell’Interno. Un capo “prefetto” era l’ipotesi avanzata dal governo e che aveva provocato le proteste dei vigili del fuoco che avevano denunciato come questa decisione avrebbe “gerarchizzato e snaturato” il corpo. “Il rischio sembra esser stato definitivamente scongiurato”, rassicura la Cgil. Non tutti i nodi, però, sono stati sciolti. Ora l’attesa è per lunedì 13, quando il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia presenterà il testo unico del decreto: lì si capirà meglio in che misura le istanze dei sindacati siano state accolte e – tra le altre cose – cosa ne sarà dei 350 forestali dediti all’antincendio boschivo.

Al tavolo delle trattative al Viminale è stato apprezzato dai sindacati l’atteggiamento “conciliante” del ministro dell’Interno Marco Minniti. “Si sono resi conto che porre un prefetto a capo del Corpo avrebbe generato l’ira della maggior parte dei vigili, di qualunque grado e provenienza” commenta Chiaramonte. Quel ruolo resterà dunque riservato ad un tecnico con alle spalle una carriera da operativo in divisa e caschetto; sarà un prefetto, invece, com’è già oggi, a guidare il Dipartimento all’interno del ministero. L’indicazione di Minniti, rispetto a questa trattativa, è stata chiara sin dall’inizio: sgomberare il tavolo da qualsiasi proposta precedentemente abbozzata e riscrivere un testo che sia quanto più possibile condiviso dalle varie parti. “Una svolta rispetto alle precedenti contrattazioni al Viminale”, spiega chi era presente all’incontro.

Poi c’è il destino dei circa 350 forestali delle squadre antincendio boschivo, che dopo lo scioglimento del Corpo non sono stati inglobati – come il resto dei loro colleghi – nell’Arma dei carabinieri, dovranno essere inquadrati nell’organico dei vigili del fuoco. A causa di sviste legislative, però, sono tuttora in attesa di conoscere la loro effettiva destinazione e la natura delle nuove mansioni che dovranno svolgere. C’è poi l’aspetto dei finanziamenti. Minniti ha garantito che, da parte del governo, arriverà presto un aumento di risorse, anche in virtù della straordinarietà dei compiti che ad ogni emergenza si richiedono ai vigili, sempre in prima fila dopo ogni terremoto o alluvione.

“Restiamo all’erta anche su ciò che riguarda la definizione delle responsabilità organizzative e finanziarie”, afferma Chiaramonte. In sostanza si vuole evitare che venga trasferita al capo-dipartimento la possibilità di stabilire incarichi e definire i ruoli del personale e soprattutto di gestire i cordoni della borsa. Tutte prerogative che sono attualmente riservate al capo del corpo e che qualcuno ha temuto si volessero assegnare al Dipartimento. Dopo gli ultimi incontri la definizione del decreto sarà affidata al ministero della Pubblica amministrazione. “Il clima è stato positivo, si è evitato da entrambe le parti il muro contro muro e questo è stato un bene per tutti – conclude Chiaramonte – In ogni caso, lunedì leggeremo il decreto e ci pronunceremo. Fino ad allora, restiamo vigili”.