Il meglio

Ermal Meta. Arrivato a Sanremo in quota “E chi cazz’è?”, ha 36 anni e una discreta carriera come autore altrui (Patty Pravo, Emma, Mengoni). Nato in Albania, si è trasferito a 13 anni a Bari con la famiglia. In mezzo a questa 67esima edizione così (particolarmente) polverosa, Meta arriva quasi a svettare. Non brilla in carisma, ma la canzone ha una dignità pop e poggia su un testo vagamente “impegnato” che non dispiace. Voto 6+

Samuel. Nulla di che, ma siam sempre lì: in tempi di carestia, ti fai bastare quel che c’è. Può piaciucchiare solo a chi non detestava i Subsonica, perché il brodo è quello. Non solo: come ha scritto RockIt, il brano è pure assai simile al singolo precedente di Samuel. Novità portami via. Voto 6-