Tanto per cambiare un po’ lo spartito la sinistra si divide. La notizia del giorno è la discesa in campo – più volte annunciata e ora ufficiale – di Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano che propone il suo Campo Progressista, una forza politica a sinistra del Pd che nei suoi progetti dovrebbe allearsi con il Pd di Matteo Renzi. Un movimento, dice, che anzi permetterebbe a una possibile coalizione di centrosinistra di raggiungere il 40%, cioè la soglia necessaria per ottenere un premio di maggioranza. Non sarà un partito, assicura Pisapia: “Ce ne sono già troppi – dice in un’intervista (l’ennesima) al Corriere della Sera – Mi metto al servizio di un impegno politico collettivo. Il protagonista non sono io. Sono loro: le associazioni che lavorano sul territorio, le amministrazioni locali, il volontariato laico e cattolico”.

Non farà da stampella a Renzi, assicura: “Non ho mai fatto la stampella di nessuno e a Renzi ho sempre detto quello che pensavo. Ho il mio lavoro, non ho ambizioni personali”. Pisapia propone “un patto con il popolo Dem con l’obbiettivo di spostare a sinistra il partito”. Servirà però avverte “una legge che consenta le coalizioni”. “Renzi? Ha lati positivi, non mi pento di aver votato Sì”. Restano le riserve su Angelino Alfano dice: “Lo rispetto, ma non possiamo stare con loro”. E’ una scissione di fatto da Nichi Vendola e dal resto di Sel, che sta per entrare in Sinistra Italiana: “Il mio amico Nichi Vendola pensa non sia più possibile costruire un centrosinistra con questo Pd. La penso in modo diverso”. E infatti è così, anche se non c’è polemica: “Continuo a non capire la prospettiva politica che indica Pisapia – twitta l’ex governatore della Puglia – Parla di aggregazioni, di alleanze, di coalizioni… Vivalitalia. Sinistra”.

In realtà dentro Sinistra Italiana, che inizierà il suo cammino il 17 febbraio a Rimini, una breccia sembra essersi aperta: già domenica, a Roma, l’area vicina ad Arturo Scotto si riunirà guardando piuttosto all’11 marzo, quando l’ex sindaco arancione ufficializzerà la sua discesa in campo. All’appuntamento organizzato da Scotto – che ha ritirato la sua candidatura a segretario di Sinistra Italiana – interverranno non a caso i democratici Gianni Cuperlo e Nico Stumpo. In quest’area dialogante sembrano inserirsi la stessa presidente della Camera Laura Boldrini (che però parteciperà anche al congresso fondativo di Si), il prodiano Franco Monaco, il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio. Della partita sarà anche il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, un altro che 5 anni fa diventò primo cittadino grazie alla coalizione Pd-Sel e dopo aver vinto le primarie.

Le altre reazioni sparse sono le seguenti: favore (senza strapparsi i capelli) dei renziani, sostegno di tutto il centrosinistra milanese (compreso il successore di Pisapia, Beppe Sala), silenzio assoluto dei bersaniani, scetticismo di Michele Emiliano che in queste settimane sta combattendo la sua “battaglia” con Renzi per spostare il baricentro del partito a sinistra. “Lui e Renzi al 40%? Ottimisti, i sondaggi mi dicono che sarà durissima“, punge il governatore della Puglia da Napoli. Qui ha incontrato e “celebrato” il sindaco Luigi De Magistris. “Non è affatto incompatibile con una relazione politica con un partito grande e strutturato come il Partito Democratico”.