“Mi vergogno di quello che ho fatto e chiedo scusa”. Sono le parole pronunciate in aula durante l’udienza preliminare da Gabriele Defilippi, lo studente ritenuto responsabile, insieme a Roberto Obert, della morte di Gloria Rosboch, l’insegnante di Castellamonte, ritrovata cadavere alcune settimane dopo la scomparsa in una discarica nei boschi del Canavese. Il legale del giovane, Stefano Piazzese, ha annunciato che per il suo assistito chiederà il rito abbreviato subordinato a perizia psichiatrica durante l’udienza preliminare che si è celebrata a Ivrea.

Esprime dolore e solidarietà ai genitori della vittima perché “quello che è successo lascia sgomenti, senza parole”, anche Caterina Abbattista, la madre di Defilippi che confessato l’omicidio e ha detto di meritare l’ergastolo. La donna si dice “innocente e ingiustamente imputata dell’omicidio commesso da mio figlio” e fiduciosa che “il processo dimostrerà la mia innocenza”.  “Autore di un fatto così orrendo, folle, inspiegabile e incomprensibile è mio figlio Gabriele. Come è difficile accettare la morte di un figlio così è difficile accettare che un proprio figlio uccida un’altra persona – scrive Abbattista attualmente agli arresti domiciliari – ancora oggi malgrado la confessione di Gabriele faccio fatica ad arrendermi all’idea che egli possa aver commesso l’omicidio di Gloria. Non l’accetto ora è non l’ho accettato quando è iniziata tutta questa storia. Questa forse è l’unica colpa che oggi mi sento di rimproverarmi, non aver compreso fino in fondo mio figlio Gabriele e non averlo fermato in tempo”, scrive ancora ricordando che fin quando il figlio aveva 12 anni si era rivolta ai servizi sul territorio. “Ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per assistere Gabriele nel suo difficile percorso di crescita. Come madre mi sento di dire oggi che non lo abbandonerò e gli starò sempre al fianco nel percorso che la giustizia gli riserverà alla fine del processo”.

I genitori della vittima però non riescono a perdonare: “Sapevo che stamattina sarebbe stata dura. Me lo aspettavo. Perdonare? Noi non possiamo perdonare…” dice Marisa Mores, mamma della vittima. “Mi hanno solo dato fastidio gli sguardi di quella donna, che continuava a fissarmi”. In aula c’era anche Ettore Rosboch: “Per me sono tutti degli assassini. Ho detto grazie a Gabriele per quello che ci ha fatto. Solo questo…”. All’uscita dall’aula la signora Marisa si è sfogata: “Ma cosa vuole chiedere scusa? Prima ammazza e poi si scusa? Farebbe meglio a uccidersi… Si chiede scusa se uno dice qualcosa di male, non se si ammazza. Sarebbe meglio a spararsi un colpo in testa”, dice in dialetto piemontese, mimando il gesto della pistola alla tempia

Sulla richiesta di perizia psichiatrica è intervenuto il procuratore capo Giuseppe Ferrando, titolare dell’inchiesta: “Gabriele è sempre stato lucido e presente. Potrebbe emergere un disturbo della personalità ma su questo abbiamo già chiarito che non è rilevante per inficiare la capacità di intendere e di volere. Gabriele era seguito all’età di 12-13 anni – ha aggiunto Ferrando – ma le cartelle cliniche del servizio di neuropsichiatria infantile hanno evidenziato problematiche che si verificano in moltissimi adolescenti”.