Dopo l’addio di Federico Pizzarotti, i Cinque stelle a Parma tentano la strada della ricostruzione. A cinque anni dall’elezione del primo sindaco grillino d’Italia, uscito dal Movimento tra le polemiche lo scorso ottobre insieme alla sua maggioranza in consiglio comunale, nella città ducale attivisti e consiglieri rimasti fedeli alla linea dei vertici provano a ripartire, in vista delle prossime elezioni amministrative. A sostenerli il capogruppo del consiglio comunale di Bologna Massimo Bugani, che mercoledì sera è venuto a Parma per incontrare i consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza di Pizzarotti, Fabrizio Savani e Mauro Nuzzo, e gli attivisti, insieme all’ex consigliere reggiano Matteo Olivieri e al parlamentare Mattia Fantinati.

È stato Bugani, considerato nemico di Pizzarotti sin dai tempi della sua elezione, a tirare le fila dell’incontro per la rinascita del Movimento nella ex Stalingrado grillina. “Non voglio che mi si consideri un commissario mandato dall’esterno a decidere su Parma – ha detto – qui c’è una situazione complessa, ma quello che ci interessa è che vengano mandati avanti i valori dei Cinque stelle e che i cittadini non si sentano abbandonati. Saranno poi i parmigiani del Movimento a decidere se presentarsi o meno alle prossime elezioni”.

Se Pizzarotti con il suo nuovo gruppo Effetto Parma ha già annunciato la ricandidatura, non è ancora certo infatti se tra gli sfidanti alla guida del Comune ci sarà o meno un candidato Cinque stelle. “Ci sono molte persone qui che si sentono tradite da Pizzarotti e quindi di conseguenza anche dal Movimento – continua Bugani – da subito il sindaco ha imboccato un percorso di rottura con i vertici e disatteso l’impegno con gli elettori”. La presenza a Parma di Bugani non è passata inosservata a Pizzarotti, che ha lamentato l’assenza del consigliere e dei rappresentanti del Movimento in questi anni di amministrazione, nonostante gli inviti e i tentativi di confronto. “Dopo quattro anni di menefreghismo e sprezzanti offese verso Parma e i parmigiani, in odore di elezioni i vertici del Movimento 5 Stelle si accorgono che Parma fa parte dell’Italia – ha scritto su Facebook il sindaco – Ovvero si accorgono dei parmigiani solo quando la Casaleggio Associati li considera voti da spremere, e nomina un suo commissario, venuto da Bologna, per comandare e mettere il cappello sulla città. Io ho fatto una scelta diversa ma libera – ha aggiunto – mettendo al centro la mia città, i miei concittadini e la fascia tricolore. E ho pagato il prezzo che tutti sapete. Ma lo farei altre mille volte”.

Della stessa idea anche il presidente del consiglio comunale Marco Vagnozzi, che insieme ad altri rappresentanti di Effetto Parma ha partecipato all’incontro “da semplice cittadino” per replicare alle accuse mosse nel corso della serata verso l’amministrazione Pizzarotti. I relatori però gli hanno negato il diritto di parola e così, tra le urla e gli insulti, Vagnozzi ha dovuto lasciare l’assemblea, puntando però il dito sempre contro Bugani: “Verrò a raccontare a Bologna quello che abbiamo fatto a Parma”.

Nella prima affollata assemblea del dopo-Pizzarotti non sono mancate tensioni anche tra le diverse anime grilline. Perché il Movimento 5 stelle a Parma resta diviso: pro o contro Pizzarotti. Sindaco e giunta eletti con i Cinque stelle hanno abbandonato il simbolo, ma in maggioranza a sostenerli come grillino rimane il consigliere Andrea D’Alessandro, mentre altri due Cinque stelle eletti al tempo con Pizzarotti, Savani e Nuzzo, sono passati all’opposizione. “Chi appoggia il sindaco, che ha tradito gli ideali del Movimento – ha attaccato Savani – non può considerarsi del M5s”.

Anche la base è spaccata tra chi è in contrasto con l’amministrazione attuale e chi che invece, pur rimanendo fedele ai Cinque stelle, ne riconosce alcuni meriti, come dimostra la nascita del nuovo meetup Parma Ducato 5 stelle, che non ha una posizione del tutto critica verso il sindaco. Correnti opposte che si contendono il simbolo in consiglio comunale tra banchi di maggioranza e minoranza (entrambe le fazioni infatti sostengono di essere i titolari del logo in quanto eletti nel 2012 con il Movimento) e che forse, in caso di candidatura, lo faranno anche con la certificazione da ottenere per presentarsi alle elezioni. “Il Movimento a Parma è lacerato, non immaginavo una situazione del genere – ha commentato Bugani – Pizzarotti chiede perché non sono mai venuto prima? Nessuno mi ha mai invitato. Ora lasceremo agli attivisti la decisione di cosa fare in futuro, se presentarsi con una lista o con due facendo delle primarie. L’importante è che i cittadini ritrovino lo spirito che ha sempre animato il Movimento e che qui è andato perso”.