Due anni e otto mesi di condanna per il sindaco di Benevento, Clemente Mastella e per l’ex consuocero, l’ingegnere Carlo Camilleri, prescrizione per la moglie, Sandra Lonardo, due anni per gli ex assessori di Antonio Bassolino Luigi Nocera e Andrea Abbamonte. Sono le pene (e il proscioglimento) chieste dal pm di Napoli Ida Frongillo nel corso della requisitoria del processo Udeur in corso davanti alla Quarta Sezione collegio A del Tribunale di Napoli.

Un processo che si trascina da sette anni, ignorato, dimenticato, abbandonato da stampa e opinione pubblica. Eppure è figlio di una vicenda che esplose in maniera assordante nel gennaio 2008. All’epoca aprì per settimane l’agenda politica e mediatica del Paese: nove anni fa Mastella fu indagato, vide arrestare ‘in diretta’ la moglie presidente del consiglio regionale campano, il consuocero Camilleri, due assessori di Bassolino in quota Udeur e quasi tutta la nomenclatura di un partito che contava solo in Campania, ma era determinante per reggere una risicata maggioranza in Senato.

Da ministro di Giustizia in carica, Mastella si convinse di essere al centro di un complotto per essere eliminato dalla politica, sviluppò una profonda irritazione per la mancata solidarietà di Romano Prodi, decise di dimettersi e di votare la sfiducia al governo di cui faceva parte. Aperture di telegiornali, trasmissioni speciali nei salotti di Bruno Vespa e negli studi di Enrico Mentana, il dibattito forsennato su come e perché si stava uscendo da due anni di un tormentato centrosinistra e ci si stava per riconsegnare a Silvio Berlusconi.

Nel Paese che non ha memoria e trita nell’oblio vicende anche più importanti, alzi la mano chi ricorda che Mastella è ancora imputato a Napoli per questi fatti. Dopo nove anni, per rispondere insieme alla moglie di tentata concussione per aver provato a rimuovere Luigi Annunziata da manager dell’ospedale di Caserta, l’uomo che secondo l’accusa si rifiutò di sottostare ai diktat clientelari dei coniugi Mastella (ma questo reato è caduto in prescrizione). E di una concussione andata in porto ai danni di Bassolino per avergli strappato la nomina di un uomo di fiducia all’Asi di Benevento, come ‘compensazione’ per lo sgarro della designazione dell’uomo della Margherita Umberto Del Basso De Caro (sottosegretario alle Infrastrutture dei governi Renzi e Gentiloni) all’Iacp di Benevento. Minacciando altrimenti una ‘crisi’ a Palazzo Santa Lucia da avviare attraverso il ritiro dalla giunta dei suoi due assessori, Andrea Abbamonte e Luigi Nocera. Il pm ha riqualificato l’accusa di concussione per Mastella in ‘induzione indebita’ (il nuovo 319 quater).

Bassolino è stato sentito il 25 gennaio come teste dell’avvocato difensore di Mastella, il professor Alfonso Furgiuele. La sua deposizione, avvenuta nel consueto deserto di pubblico che ha accompagnato il processo, è raccolta in un verbale stenotipato di 93 pagine a disposizione delle parti. La difesa ha letto le parole dell’ex Governatore come un punto in favore delle tesi assolutorie. Bassolino non ha mai fatto il nome di Mastella come ‘mandante’ delle presunte pressioni illecite, limitandosi a parlare di problemi con l’Udeur, ed ha sottolineato di avere costruito ed avere avuto “un buon rapporto personale” con gli assessori udeurrini Abbamonte e Nocera, coimputati di Mastella nella presunta concussione. Ha poi ricordato di aver avuto Abbamonte come suo collaboratore sin dai tempi in cui era sindaco di Napoli, e di averne sollecitato personalmente la nomina in giunta come ‘tecnico’ di riferimento Udeur e non come diretta espressione politica del partito di Mastella.

Bassolino ha circoscritto a “fatto politico” (termine ripetuto più volte) la natura della crisi aperta con l’Udeur per la nomina di Del Basso De Caro. Delimitandola a un problema territoriale di Benevento, che aveva inasprito la competizione “tra due partiti di centro, Margherita ed Udeur”, una crisi di cui si occupò “il capo della mia segreteria politica, Gianfranco Nappi”. Fu Nappi a mediare e a trovare una sintesi: Mastella avrebbe così ottenuto la nomina di Luigi Abate a commissario Asi di Benevento. Ma il commissariamento Asi era legittimo? Secondo Bassolino, sicuramente: “L’Asi stava in proroga talmente da tanto tempo che si poteva andare lì ad una forma di commissariamento e penso che Nappi abbia poi molto lavorato in questo senso”. Quel che è certo è che grazie alla nomina di Abate le acque agitate si calmarono. Lo conferma Bassolino a una domanda del pm: “Questo fatto politico, conflitto interno, come lei l’ha chiamato, nel momento in cui si è verificato, si è risolto poi con la nomina di Abate? E’ cessato?” E l’ex Governatore risponde secco, due volte: “Sì”.