Quando aveva saputo che il figlio dodicenne, allievo di una scuola media di Padova, era stato legato e frustato dai compagni durante l’ora di educazione fisica, il padre era andato su tutte le furie. Si era recato a scuola e aveva minacciato denunce e dichiarato, in un’intervista, che quel giorno, quando era tornato a casa, aveva trovato la moglie, incinta al nono mese, distesa per terra, colta da malore alla notizia che il ragazzino era stato umiliato pubblicamente. E aveva dovuto farla ricoverare all’ospedale. A distanza di neppure due settimane il trentacinquenne è stato arrestato, perché stava massacrando di botte proprio la donna, al culmine di uno dei tanti litigi che avvenivano in un modesto appartamento di via Speroni a Padova.

Il fatto è accaduto domenica sera. R. B., trentacinquenne marocchino è disoccupato. A portare a casa uno stipendio di 600 euro al mese ci pensa la moglie trentanovenne, che ha continuato a fare la badante anche se è incinta e prossima al parto del secondogenito. Domenica sera un anziano vicino di casa ha sentito le urla della donna che provenivano dall’appartamento. Chiedeva aiuto, piangeva, implorava il marito di smetterla. Lui la stava picchiando selvaggiamente. Il vicino è intervenuto, ma è stato a sua volta malmenato. Nel frattempo aveva chiamato il 112. I carabinieri sono arrivati prontamente e hanno bloccato il marocchino, che nella colluttazione è rimasto leggermente contuso. E’ stato poi portato in caserma, fermato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

La moglie, trasportata in ospedale, ha raccontato che lui la picchiava spesso, anche se non lo ha mai denunciato. Ma adesso temeva che potesse accadere qualcosa di grave al piccolo che porta in grembo. L’uomo è disoccupato, ma pare che non stia nemmeno cercando un lavoro e questo fatto era causa di continue discussioni in casa, anche perché il peso della famiglia era tutto sulle spalle della moglie, costretta a lavorare e vittima di vessazioni psicologiche. Una di queste discussioni è degenerata.

Il caso del ragazzino legato dai compagni in palestra aveva creato grande scalpore e motivato l’apertura di una indagine interna alla scuola “Francesco Petrarca” di Padova. In quella occasione il padre aveva denunciato: “Mia moglie è finita all’ospedale, mio figlio è angosciato, non mangia, piange, non vuole tornare a scuola. E la preside dice che si è trattato solo di un gioco…”. L’arresto del padre nulla toglie alla gravità dell’episodio accaduto nella scuola, ma contribuisce a delineare un ambiente familiare di profondo disagio.