Ross Brawn, colui che è stato capace di vincere ovunque, famoso per le vittorie ottenute con Schumacher prima alla Benetton e poi alla Ferrari. Unico per aver rilevato l’ex Honda e fondato la BrawnGP e vincere subito il mondiale con un team esordiente, ed infine, dar vita alla rifondazione del team Mercedes, ancora oggi, la squadra da battere.

Ora forse è chiamato alla sfida più importante, più impegnativa che farebbe venire alla mante il titolo di un noto film Mission impossible. Già, perché dopo la rimozione di Ecclestone dal vertice della FOM, la Liberty Media, società che ha acquisito il controllo della Formula 1, ha affidato a Ross Brawn l’incarico di curare gli aspetti sportivi (e quindi anche tecnici) di questa categoria.
Quale persona più giusta poteva essere scelta? Colui che già in passato è stato consulente tecnico della Federazione e che grazie al suo genio (e furbizia) è riuscito a trovare spesso, nelle pieghe regolamentari, le chiavi del successo.

Certamente ora bisognerà dargli del tempo, è impensabile che Brawn si presenti con la bacchetta magica e nel giro di una sola stagione risolva tutti i problemi, e non sono pochi, di questo sport. Arriva nell’anno che vede l’attuazione di nuovi regolamenti tecnici e che abbiamo già spiegato precedentemente in altri post: ma presentarsi puntando subito il dito contro due diavolerie, forzatamente inserite in Formula 1, fa ben sperare.

Ross Brawn nei mesi che anticipavano la sua nomina al nuovo incarico, più volte si era espresso contro l’uso dell’elettrico in F1, a cui ha aggiunto critiche pesanti contro il Drs, il dispositivo usato ridurre la resistenza aerodinamica e favorire i sorpassi: “Se liberty media vogliono cominciare togliendo la cosa più più antisportiva, più finta e sbagliata della Formula 1 moderna che secondo me è proprio il DRS, questo è un modo stupendo per entrare nel mondo della Formula 1”. Queste le parole di Mario Donnini di Autosprint intervistato da me martedì scorso nel corso di Pit Talk.

In molti, va detto la pensano esattamente così. Vedere sorpassi, frutto di artefici regolamentari che avvantaggiano chi attacca e svantaggiano chi si difende, è francamente frustrante. Anche l’ibrido non entusiasma il pubblico che popolava gli autodromi, ma neanche quelli che la seguono in TV. Motori dal rumore ridotto e che basano le capacità prestazionali solo sull’efficienza del recupero energetico è qualcosa che disorienta chi ama la Formula 1.

Gli interventi che Ross Brawn si accinge a portare avanti, quindi, fanno ben sperare anche se poi bisognerà vedere se riuscirà a convincere i grandi colossi (Mercedes in primis) a fare a meno dell’elemento che per il momento a contraddistinto il loro predominio. In bocca al lupo Ross.