Domani, giovedì 2 febbraio, alle ore 17 anche la società civile italiana mostrerà pubblicamente la propria solidarietà a quella grande America che si sta battendo contro i provvedimenti di Donald Trump con un sit-in sotto l’Ambasciata Usa in via Veneto a Roma. Il sit-in è organizzato dalla Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà civili (Cild), una Coalizione che raccoglie 34 organizzazioni di società civile italiana. Tante altre organizzazioni vi hanno aderito, da Amnesty International ai Radicali Italiani all’Ucoii (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia).

Un grande movimento di società civile si sta alzando in piedi per dire il proprio no contro Trump e il suo voler fare carta straccia in solo pochi giorni di governo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e della stessa Costituzione degli Stati Uniti d’America. Migliaia di cittadini statunitensi hanno inondato gli aeroporti per protestare contro l’ordine esecutivo emanato lo scorso 27 gennaio per bloccare con effetto immediato l’ingresso a immigrati o a rifugiati provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica. La gloriosa American Civil Liberties Union – l’organizzazione non governativa americana antica di quasi un secolo, che ha attraversato la segregazione razziale dando un contributo essenziale alle tante conquiste del movimento per i diritti civili degli afroamericani e a tante altre battaglie di libertà – alle tre e mezza del 29 gennaio twittava un grande “Victory!!!”, quando una giudice di un tribunale di Brooklyn, a seguito di una procedura di urgenza presentata dagli avvocati dell’associazione, ha ordinato alle autorità che non si procedesse all’espulsione di metà delle 200 persone trattenute negli aeroporti degli Stati Uniti dopo il provvedimento presidenziale. Tra loro c’erano persone minorenni, c’erano persone in possesso di autorizzazione permanente di residenza (green card), c’erano persone con regolare visto di ingresso nel Paese. C’erano persone.

Proibire l’ingresso in un Paese sulla base dello Stato di provenienza, dell’etnia, della religione è inaccettabile. È contro la legge, è contro l’umanità, è contro il senso della storia. Donald Trump, nelle sue poche ore di presidenza, ha firmato il Muslim Ban e ha annunciato molto altro. Ha legittimato l’utilizzo di un crimine contro l’umanità quale la tortura come strumento efficace di lotta al terrorismo. Ha attaccato i diritti delle donne. Ha ridotto il diritto alla salute. Ha licenziato in tronco la ministra che si opponeva alle sue misure discriminatorie, razziste, illiberali sugli immigrati. Come ogni dittatore.

Non lasciamo soli i cittadini americani che in queste ore si stanno battendo – nelle strade e negli aeroporti come nelle Corti – contro Donald Trump. Lo stanno facendo anche per noi, per arginare queste politiche illegali affinché non si diffondano su scala mondiale. Domani scendiamo tutti in piazza per riaffermare quel “mai più” di sdegno che il mondo scrisse nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo all’indomani della Seconda Guerra Mondiale.