Avete presente Giacomo Urtis, amico di Nicole Minetti, chirurgo plastico delle Olgettine e di tante altre star e starlette italiche? Da stasera sbarcherà sull’Isola dei Famosi come concorrente, ma questa è una notizia sicuramente trascurabile. Uno degli effetti collaterali della partecipazione di Urtis alla nuova edizione dell’Isola, però, è stata la nota inviata dalla Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) a Novella2000, per precisare che no, Urtis non è chirurgo plastico né estetico.

“Giacomo Urtis non è Specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica – si legge nella nota – e pertanto non può essere definito chirurgo plastico né chirurgo estetico. In base alla normativa italiana, chi è in possesso della laurea in Medicina e Chirurgia può dedicarsi alla chirurgia plastica, come peraltro all’otorinolaringoiatria, oculistica, ortopedia, ginecologia e ostetricia e a molte altre discipline. Per potersi definire chirurgo plastico ed estetico, però, occorre aver conseguito la Specialità in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, che si ottiene con un esame al termine di un corso di 5 anni che segue la laurea in Medicina e Chirurgia. Urtis, che è un medico Specialista in dermatologia e venerologia, non può fregiarsi di questo titolo”.

La nota è lunga e articolata ed è firmata da Paolo Palombo, presidente dell’associazione di categoria che raccoglie circa l’80% dei chirurghi plastici italiani: “Conseguire la Specialità vuol dire fare pratica in ospedale per cinque anni, tutti i giorni, acquisendo dimestichezza con tutte le tecniche e i dispositivi utilizzati dalla Specialità. Alcuni interventi di chirurgia plastica possono essere eseguiti anche da chi non è Specialista, ma ovviamente la preparazione di chi ha conseguito questo titolo è molto diversa rispetto a chi si è fermato prima o ha proseguito su altre strade. Diversi atenei italiani organizzano Master in chirurgia plastica per chi ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, ma chi ottiene questo titolo può definirsi un cultore della materia, non uno Specialista”. E a guardare le recenti trasformazioni del viso e del corpo di Urtis, sorge un dubbio: cultore o culturista?

Dopo le polemiche innescate dalla presa di posizione della SICPRE (l’associazione che riunisce l’80% dei chirurghi plastici ed estetici italiani) su Giacomo Urtis, adesso spiaggiato sull’Isola dei Famosi, arriva la replica del suo legale, indirizzata a Novella 2000 (che per prima ha pubblicato la notizia) e alla stessa SICPRE. Una replica, quella indirizzata a Novella2000, che risponde punto per punto e che sembra il preludio di una probabile azione giudiziaria per tutelare gli interessi del chirurgo dei vip.

Riceviamo e pubblichiamo

Con stupore il dott. Giacomo Urtis, che incarica questo Studio  di scrivere,  constata che, su codesto periodico edito addì 27.01.17, e’  stato pubblicato un articolo, intitolato “ISOLA DEI FAMOSI: FERMI TUTTI! GIACOMO URTIS NON E’ CHIRURGO. LO AFFERMA LA S.I.C.P.R.E.” (che, si dice, lo “fa(rebbe) con un comunicato stampa ufficiale”), contenente una intervista a (si dice)   “Paolo Palombo” ( e nella  quale, oltre altro, si enuncia  che: “In base alla normativa italiana – spiega Paolo Palombo, presidente della società scientifica che raccoglie l’80% dei chirurghi plastici del nostro Paese – chi è in possesso della laurea in Medicina e Chirurgia può dedicarsi alla chirurgia plastica, come peraltro all’otorinolaringoiatria, oculistica, ortopedia, ginecologia e ostetricia e a molte altre discipline. Per potersi definire chirurgo plastico e chirurgo estetico, però, occorre aver conseguito la Specialità in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, che si ottiene con un esame al termine un corso di 5 anni che segue alla laurea in Medicina e Chirurgia. Giacomo Urtis, che è un medico Specialista in Dermatologia e Venerologia, non può fregiarsi di questo titolo”.
Ora anzitutto:
-è falso che “Giacomo Urtis non è chirurgo” (così nel titolo suindicato);
inoltre:
– nel curriculum del predetto, medico chirurgo iscritto all’albo dei Medici di Sassari, specializzato in dermatologia e venereologia, compare il conseguimento del Master di Secondo Livello in Chirurgia Estetica presso l’Università degli Studi di Milano che anche S.I.C.P.R.E annovera tra i Suoi corsi di formazione con, tra le prospettive occupazionali, “l’attività operativa di chirurgia plastica ed estetica in modo più qualificato”, oltre che la didattica frontale articolata anche su “tecniche di chirurgia plastica di base, innesti e trapianti”;
– d’altronde, egli, col suo Studio partecipato da chirurghi plastici, ha svolto per innumerevoli anni la professione in ambito chirurgo/estetico e plastico (ma, personalmente, con i limiti degli interventi di mastoplastica), maturando competenze ed esperienze anche fuori d’Italia;
-e comunque, in alcuna propalazione di  innumerevoli quotidiani, trasmissioni televisive e articoli on line sulla partecipazione del predetto a “L’Isola dei Famosi”, è mai parso, egli “fregiarsi di un titolo”; bensì “esserne fregiato da altri;
-d’altronde lo stesso intervistato ammette che “.Alcuni interventi di chirurgia plastica possono essere eseguiti anche da chi non è Specialista”. Ed allora si domanda , come potrebbe denominarsi l’autore dell’atto di “chirurgia plastica” se non “chirurgo plastico”? Ed allorchè egli aggiunge “ ma ovviamente la preparazione di chi ha conseguito questo titolo è molto diversa rispetto a chi si è fermato prima, o ha proseguito su altre strade”, non esprime altro che un (non disinteressato) giudizio di merito, che neppure minimamente gli competerrebbe e potrebbe permettersi.
Il dr Giacomo Urtis lamenta che la propalazione su esposta, in parte falsa, nel resto tendenziosa e deformativa, sia nell’insieme gravissimamente diffamatoria. Anche perché ripresa all’infinito su altre testate e “social” medici e comuni (delle quali propalazioni è quindi partecipe). E ha dato incarico a questo Studio di valutare l’opportunità della più energica reazione giudiziaria.
Distintamente
avv Pietro Diaz

(aggiornato da Redazione web il 3 febbraio 2017)