“Senato e Camera hanno leggi elettorali diverse anche dopo la sentenza della Consulta. Quindi necessariamente ci vuole un po’ più di omogeneità, se non vogliamo che poi sia impossibile governare”. Giorgio Gori, sindaco Pd di Bergamo e renziano della prima ora lancia un ammonimento al Partito democratico e al suo segretario Matteo Renzi. “Non so se ci vorranno settimane, come spererei io, o qualche mese. È nell’ordine delle cose che si vada a votare, però abbiamo questo problema”, spiega il primo cittadino bergamasco, ospite all’assemblea nazionale degli amministratori locali Pd, che si sta tenendo a Rimini. In sintonia con lui il sindaco di Bologna, Virginio Merola, contrario ad andare al voto con le due leggi elettorali uscite dalla Corte Costituzionale: “Con questa legge andiamo al proporzionale puro. Lasciamo il governo al confronto in parlamento e non permettiamo ai cittadini di scegliere il loro governo. Mi convince invece la proposta del Mattarellum”. Al voto subito a tutti i costi il sindaco di Firenze Dario Nardella. Anche se il rischio è la “impossibilità di governare” evocata da Gori: “La vita è fatta di rischi, la politica è fatta di rischi. O si affrontano o si fa come gli struzzi che mettono la testa sotto la sabbia. La Consulta – ha spiegato al Fatto Tv il primo cittadino di Firenze – consegna un sistema che è auto-applicativo: sarebbe meglio porre qualche rimedio, ma verifichiamolo subito. Nessuno si può permettere alibi per perdere tempo”.

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