Sesso a tre? Perché no! Tra le diverse pratiche sessuali da sperimentare sta scalando la classifica di gradimento il “threesome”. Chiaro, non è una novità direttamente proporzionale al porno free online che apre nuove strade, illumina menti e stimola libido e corpi, ma è pur sempre una variante possibile che non necessita di grandi accorgimenti “artificiali”. Secondo una recente indagine del Journal of Sexual Archives l’82% degli uomini è interessato al “threesome”, mentre la percentuale è del 31% per le donne. Sempre sullo stesso campione statunitense il 24% dei maschi sostiene di aver già sperimento il sesso a tre; mentre solo l’8% delle femmine risponde affermativamente alla stessa domanda. E ancora: secondo il sondaggio l’uomo preferisce conoscere prima la persona che si aggiunge al menage a trois, mentre la donna preferisce conoscere la coppia che le capita in dote (uomo/uomo o uomo/donna) solo nel caso in cui sia lei ad aggiungersi come terzo elemento.

Secondo Lizette Borreli del sito Medical Daily che al tema ha dedicato un interessante articolo, ci sono due elementi psicologici da sottolineare quando si parla di threesome: il primo riprende una delle storiche indagini dell’istituto Kinsey in cui si segnala come l’uomo preferisca primariamente il sesso a tre nella variante uomo/donna/donna, ma soprattutto che l’uomo eterosessuale di fronte ad un terzetto uomo/uomo/donna si percepisca spesso come omosessuale. “La regola d’oro è che quando nel sesso a tre ci sono due uomini e una donna non significa che l’uomo sia gay”, spiega Borreli ricordando sia la definizione ufficiale di una bibbia dei neologismi gergali come Urban Dictionary, sia, scherzosamente, un brano cantato nel 2011 al Saturday Night Live da Justin Timberlake, Andy Samburg e Lady Gaga intitolato proprio 3-way The Golden Rule.

Dal sito Stilcaster.com Hannah Hickok suggerisce alle coppie che si apprestano al threesome cinque regole “intelligenti” da rispettare prima, durante e dopo il rapporto allargato. La prima: non attendere chissà quale miracolo, perché il sesso a tre non rivoluziona di certo una vita sessuale poco brillante fin dall’inizio. Secondo: provare a fantasticare il sesso a tre prima di farlo, in modo da arrivare più sciolti di fronte alla performance. Tre: essere molto ma molto rilassati durante il rapporto (“impostare le regole etiche fondamentali, ma non specifiche regole di comportamento”). Quattro: prevedere una sorta di parola di sicurezza che possa essere detta in ogni momento del rapporto in modo da fermarsi quando si reputa che qualcuno abbia superato i limiti. Quinto: fare una sorta di debreifing dopo il rapporto, quindi non scappare via magari offesi o delusi, o anche felici e appagati, senza aver condiviso dubbi, perplessità e gioie con gli altri due compagni di letto.

Infine dal New York Post scopriamo un divertente appellativo per caratterizzare colei o colui che si aggiungono con costanza e praticità nella vita sessuale di una coppia: “unicorn”. Dal sito web del quotidiano statunitense ecco la storia di Ana, 34 anni, che ha volontariamente accettato l’offerta di una coppia di giovani vicini di casa per diventare parte della loro quotidianità sessuale. A letto, nella vasca da bagno, in salotto o in cucina, Ana pare che si sia divertita un mondo e che la “relazione” a tre le abbia dato più soddisfazioni della routine di coppia con le sue sempiterne responsabilità sociali e culturali. Sesso a tre? Appunto, perché no?