Nella prima parte di questo post accennavamo a un’overdose di politically correct in cui s’è ridotta “una generazione che non è mai stata giovane”- riporta la quarta di copertina del dizionario illustrato di Amleto De Silva. Secondo Ryzard Legutko – filosofo dissidente polacco, responsabile culturale di Solidarnosh e docente presso l’Università di Cracovia, nonché ministro dell’Istruzione della repubblica polacca dopo la caduta della Cortina di Ferro, nel suo saggio Demon in Democracy, rispondendo a Giulio Meotti che l’ha intervistato per il Foglio – dichiara: “Numerosi segnali indicano che la civiltà occidentale sta scivolando verso un nuovo dispotismo”. In primo luogo a causa “di una profonda politicizzazione: oggi tutto tende a essere politica e quindi tutto tende a essere sottoposto a regolamenti politici, la vita familiare, le  scuole, la religione anche il sesso. Il privato è politico, come le femministe hanno orgogliosamente dichiarato…” – ma non soltanto loro.

“Com’era prevedibile, i tribunali e le legislature passano all’azione cambiando queste presunte strutture di potere, ridefinendo il matrimonio, la famiglia, regolano i rapporti tra genitori e figli, aboliscono le clausole di coscienza, impongono la nuova morale che legifera su tutto (…). Tutte queste pratiche di ingegneria sociale rendono quasi impossibile trovare un nascondiglio contro il potere intrusivo delle istituzioni politiche. Le nuove leggi in materia di matrimonio, adozione di bambini, vita e morte, vita sessuale, leggi che cambiano drasticamente le regole che esistevano da tempo immemorabile, sono imposte con tale scrupolosità che farebbero arrossire i comunisti. Nessuna scuola, nessuna regione, nessuna comunità, nessuna persona può sfuggire al lungo braccio del nuovo ordine”.

In secondo luogo, e al di là della famosa fine delle ideologie e della supposta società post ideologica, le così/dette società democratiche appaiono ancora intrise di un’ideologia in base alla quale, la distinzione non è quella tra bene e male, bello e brutto, giusto e ingiusto, ma tra corretto e scorretto, tra quanto si accorda con le direttive ideologiche e quanto non si accorda, risultando ogni altro diverso approccio inammissibile e illegittimo. A questo si aggiunga il controllo ideologico del linguaggio che equivale al controllo di ciò che si pensa o non si dovrebbe pensare per esempio delle donne, secondo i dettami dell’ideologia femminista. E se le cause a monte di questo conformismo fortemente imposto sono numerose, siamo ancora d’accordo con Legutko quando afferma che l’ispirazione politica diretta è stato il Sessantotto, durante il quale si è riusciti a spostare lo spettro politico fino all’estrema sinistra, che ha legittimato “l’ipotesi generale che ‘non vi è alcuna alternativa’ rispetto a ciò che è stato considerato allora e ciò che è considerato oggi come progresso”. Ma se a questo progresso unidirezionale dominato dal pensiero unico non c’è alternativa, “qualsiasi opposizione va considerata come ostacolo al progresso, e, nel peggiore dei casi, come fascismo o follia”.

Tanto è vero che i #Giovani(de)Merda di De Silva, cioè i figli e i nipoti dell’ancora non estinto ’68, assomigliano, pur in versione sbiadita, ridotta e talvolta farsesca, ai loro padri e ai loro nonni sessantottini & radical chic: primato della politica, cultura alternativa, pratica della violenza, disprezzo per la meritocrazia e rifiuto di qualsiasi gerarchia, compresa quella dell’arte e del bello, fatta salva la gerarchia dei politicamente corretti che prendono il posto dei migliori. Esattamente quel che fece Stalin per trasformare i sui cittadini in quello che Ilya Ehrenburg, sulla rivista Novi Mir, definì “un popolo di imbecilli”. Che poi è quel che emerge dalle voci del dizionario dei #GiovaniMerda di Amleto De Silva illustrato da Boban Pesov, che ci restituiscono “un ritratto di una generazione che non è mai stata giovane” ma che, per fortuna e nonostante tutto, riesce almeno a farci ridere, anche se ancora non sappiamo fino a quando.

Analisi s.f. Esame accurato, indagine, dalla quale si evince che qualsiasi stronzata faccia il #giovanemerda (…) è colpa der Comune che so’ tutti fasci mortacci loro daje.

Idealismo s.m. Concezione filosofica tendente a risolvere la realtà nel pensiero e quindi a rifiutarsi di portare giù la spazzatura.

Ideologia s.f. Il complesso di concetti e principi posti alla base di un atteggiamento politico e culturale del #giovanemerda che alla fine farà passare un brutto guaio ai suoi genitori.

Ha collaborato Sabrina de Gaetano