Ne doveva rimanere soltanto uno. Prima però gli iscritti avrebbero dovuto votare. E invece tra i cinque aspiranti sindaco del Movimento 5 Stelle a Palermo si è scatenata la fobia della competizione. Anche l’ingegnere Giancarlo Caparrotta, infatti, ha deciso di ritirare la sua candidatura dal secondo turno delle Comunarie. È la terza defezione in pochi giorni dopo quelle di Tiziana Di Pasquale e Giulia Argiroffi.

“Ho maturato la consapevolezza che il senso di questo processo risiede nel lavoro di una squadra in cui ciascun giocatore può e deve esprimere le proprie capacità al meglio. mettendosi umilmente al servizio della nostra città, in base alle proprie più autentiche attitudini. E per questo sarà un piacere ed un onore per me continuare con Voi questo percorso, rimanendo nel novero dei candidati al consiglio comunale o in ruoli che il nostro sindaco eletto vorrà attribuirmi. Buon lavoro a tutti”. Dopo tre mesi di veleni, scissioni e polemiche, infatti, il 28 dicembre i grillini palermitani hanno votato i 39 candidati che andranno a comporre la lista per il consiglio comunale.

Come previsto dal regolamento, i 5 più votati hanno avuto accesso al secondo turno: a quel punto gli iscritti avrebbero dovuto votare il loro candidato sindaco. In poche ore però la rosa dei cinque ha perso più della metà dei canditati. Due giorni fa era toccato all’architetto Argiroffi comunicare allo staff di Beppe Grillo la sua intenzione di “rimanere nella lista per il Consiglio comunale” ma di non sentirsi pronta per affrontare una eventuale campagna elettorale da candidata sindaco. Di Pasquale, invece, aveva fatto un passo indietro alla vigilia delle “graticole” – cioè dibattiti pubblici  tra i candidati sindaco – lamentando di “non riconoscersi nelle scelte fatte e nei nomi in lista”.  A questo punto restano in gioco solo l’avvocato e fondatore dell’associazione antiracket Addio Pizzo Ugo Forello e  il poliziotto e sindacalista Igor Gelarda. Il M5S farà sapere nei prossimi giorni quando si terrà il voto online per scegliere lo sfidante di Leoluca Orlando nella primavera del 2017.

Intanto, secondo alcuni rumors locali, pare che anche qualche candidato al consiglio comunale sia pronto a ritirare la sua candidatura. Una vera epidemia di defezioni che arriva dopo settimane di feroci guerre intestine nate dall’indagine sulle firme false depositate alle amministrative di Palermo del 2012. Tra le persone indagate – e sospese dal Movimento – i deputati Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino: nessuno dei tre era presente al primo – e probabilmente ultimo – dibattito pubblico tra i candidati, quando l’epidemia di ritiri era appena cominciata.