I conti pubblici della Germania vanno a gonfie vele. Ma non per questo il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble intende utilizzare il corposo surplus di bilancio per innalzare le risorse (13 miliardi) già stanziate per l’emergenza profughi: il “falco” dell’austerità, stando a indiscrezioni fatte trapelare dallo stesso ministero, lo userà per ridurre il debito. La notizia ha fatto salire sulle barricate gli alleati di governo socialdemocratici, che nel clima da campagna elettorale in vista delle elezioni federali del prossimo autunno attaccano e chiedono che con quelle risorse vengano aumentati gli investimenti.

Tornando ai numeri, nel 2016 il pil di Berlino è cresciuto dell’1,9% dopo il +1,7% del 2015. E’ il ritmo di crescita più forte da cinque anni a questa parte ed è superiore alle attese degli analisti, che puntavano su un +1,8%. Nel frattempo, ha comunicato l’Istituto federale di statistica, i conti pubblici sono appunto imasti in attivo: il Paese ha chiuso l’anno con un surplus di bilancio di 19,2 miliardi di euro, pari allo 0,6% del pil. Il dato diffuso da Destatis segue l’avanzo registrato negli ultimi due anni, pari rispettivamente +0,7 e +0,3%.

Corretta per gli effetti di calendario, la crescita è stata pari all’1,8%. Ai prezzi correnti, il prodotto interno lordo tedesco a fine 2016 era pari a 3.134 miliardi di euro, +3,3% rispetto all’anno precedente, mentre il reddito nazionale lordo ha toccato quota 3.200 miliardi. Il reddito pro capite è aumentato rispetto all’anno precedente del 2,3% e si attesta in media a quasi 38mila euro.