I due giovani turisti italiani arrestati ieri in Thailandia per avere strappato alcune bandiere nazionali sono stati trasferiti temporaneamente in una stazione della polizia locale in attesa del dell’espulsione. Tobias Gamper e Ian Gerstgrasser sono stati processati e condannati a una pena pecuniaria di 105 euro. Come ha riferito il senatore Svp Karl Zeller, che è in contatto con la Farnesina, i due sono ancora sotto sorveglianza della polizia. Verranno portati a Bangkok, da dove poi saranno espulsi dal Paese. Il verdetto emesso nel pomeriggio dal tribunale provinciale di Krabi – città dove hanno commesso il reato – ha sanzionato i due italiani con una pena di durata non specificata subito sospesa con la condizionale, oltre a una multa e all’espulsione dal Paese. Mentre Gamper e Gerstgrasser rimangono in una cella della stazione di polizia locale, l’iter di espulsione prevede la consegna alla polizia dell’Immigrazione e altri giorni sotto la loro custodia, prima di un rimpatrio per cui verosimilmente ci vorrà almeno una settimana.

I ragazzi sono stati arrestati sulla base di un video, pubblicato su Facebook, in cui sono stati ripresi mentre strappavano i tricolori delle bandiere thailandesi. Durante l’interrogatorio Gamper e Gerstgrasser si sono scusati dicendo che erano ubriachi e non si rendevano conto di compiere un reato, venendo da un Paese dove un atto del genere non è così importante. Sono entrambi di Naturno, un paesino vicino a Merano, in provincia di Bolzano. “Spero che la vicenda conclusasi felicemente dei due giovani altoatesini arrestati ed ora liberati in Thailandia sia per loro un ammonimento ad attuare comportamenti consoni, non soltanto all’estero ma anche a casa loro”. Lo ha detto il governatore altoatesino Arno Kompatscher.

In Thailandia il nazionalismo è insegnato fin dai primi anni scolastici, mentre il sistema politico e quello mediatico contribuiscono a tenere vivo il patriottismo tra la popolazione, e la legge di lesa maestà per offese alla monarchia colpisce decine di persone all’anno. Il periodo storico non potrebbe inoltre essere più delicato. Da tre anni il Paese è governato da una giunta militare, ancora più sensibile sull’argomento, mentre dallo scorso ottobre è il Paese è in lutto nazionale per la morte del re Bhumibol Adulyadej.