La ‘ndrangheta in contatto con le Farc. È stato il gruppo paramilitare Aguilas Negras – Bloque Capital a segnalare con una mail alla polizia di stato la presenza degli esponenti delle cosche della Locride in Colombia. Da quella mail, scritta in lingua spagnola, è partita l’indagine che ha portato all’operazione “Buena Ventura” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e condotta dalla squadra mobile che stamattina ha arrestato 18 persone legate alla cosca Morabito-Bruzzaniti-Palamara. In particolare, il gruppo paramilitare segnalava che “il narcotrafficante calabrese, Palamara Giovanni – è scritto nell’ordinanza – si trovava nei distretti di Miraflores e Lurin, unitamente ad altri due italiani, per gestire una organizzazione che inviava cloridato di cocaina in Europa insieme con sovversivi del VI fronte delle Farc-Ep che operano nel nord della Cauca”. Nella stessa mail, gli Aguilas Negras informavano che Palamara e gli altri calabresi “starebbero negoziando l’invio di cocaina in Italia occultandola all’interno di un container con destinazione finale il porto di Gioia Tauro“. Il tramite tra la ‘ndrangheta e le Farc, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il colombiano Carlos Eulogio Esquivel Losada per il quale la Procura ha chiesto l’estradizione. Nell’ordinanza di custodia cautelare l’uomo è stato descritto come un “intermediario del comandante del VI Fronte delle Farc-Ep nel Dipartimento di Cauca, con il quale collabora l’ex tenente colonnello dell’esercito Gustavo Pinto alias TC un chimico al servizio delle Farc-Ep che vive a Cucuta e sua moglie Lisa Henao”. Un rapporto che ai calabresi stava costando caro perché ritenuti “collaboratori dell’apparato finanziario delle Farc” e per questo “dichiarati obiettivi militari” delle Aguilas Negras. Partendo da quella mail, i magistrati di Reggio Calabria sono riusciti a ricostruire il traffico di cocaina messo in piedi dalla ‘ndrangheta. Un traffico che, secondo gli investigatori, godeva del supporto anche di un finanziere in servizio all’aeroporto di Bologna. “I rapporti delle cosche calabresi con gli esponenti del narcotraffico – ha affermato il procuratore Federico Cafiero De Raho – dimostrano come la ‘ndrangheta sia monopolista nell’ambito dell’importazione di droga non solo in Italia ma probabilmente anche in Europa”.