“Non c’è protezione assicurativa per questo tipo di infortuni e per tutti gli altri tipi di infortuni occorsi ai poliziotti in servizio”. È questa l’accusa lanciata dal segretario fiorentino del Siulp Antonio Lanzilli, riguardo alla vicenda dell’artificiere della polizia Mario Vece, che ha perso una mano e l’uso di un occhio durante l’attentato alla libreria di CasaPound, avvenuto la mattina di Capodanno a Firenze. “Analogamente a quanto accaduto per altri agenti rimasti coinvolti in incidenti in servizio, il Dipartimento provvederà, attraverso i preposti uffici, a far fronte a tutte le spese che si renderanno necessarie per le cure del poliziotto” è la risposta del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, che si occupa della direzione e amministrazione della Polizia di Stato.

“Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – prosegue la nota – ha accolto con grande apprezzamento le molteplici e spontanee iniziative avviate in tutta Italia per far fronte alle spese mediche sostenute dal poliziotto artificiere rimasto ferito di recente a Firenze, poiché testimoniano la stima e la vicinanza della cittadinanza, alle donne ed agli uomini della Polizia di Stato impegnati quotidianamente per la sicurezza della collettività”. Tra queste iniziative c’è anche quella di Lanzilli, che dopo aver accusato lo Stato di non pagare le spese per le protesi e le cure dell’agente, ha annunciato l’apertura da parte del sindacato di un conto corrente per raccogliere denaro in favore dell’artificiere.

Il segretario fiorentino sosteneva che per il poliziotto “non è prevista alcuna polizza assicurativa che copra le spese per il decorso post operatorio”. La famiglia, aveva aggiunto, “dovrà affrontare spese di decine di migliaia di euro, perché c’è da mettere una protesi per la mano che non c’è più e da fare la riabilitazione“, senza contare “le spese che dovranno sostenere i familiari che da Salerno si sono trasferiti qui per stargli vicino”. “In molte regioni – spiegava Lanzilli – quando ci si fa male bisogna pagarsi anche il ticket al pronto soccorso, è accaduto anche a Firenze alcuni mesi fa, e solo grazie all’intervento del presidente Rossi il collega infortunato non ha dovuto pagarsi le spese”.

Il conto aperto dal sindacato è identificato con la scritta ‘Per Mario’, ed è stato aperto presso la filiale della banca Unicredit di viale Redi, a Firenze, iban IT38B0200802829000104589397.

Anche il Sap era intervenuto: “La vicenda del poliziotto artificiere rimasto gravemente ferito nella notte di Capodanno pone in luce le contraddizioni del sistema che dimostrano la totale insensibilità e la scarsa considerazione verso gli operatori delle forze dell’ordine che svolgono un servizio estremamente rischioso, mentre la normativa non provvede a tutelarli adeguatamente” aveva dichiarato il segretario generale Gianni Tonelli. “E’ vergognoso che il collega, fino a quando non gli verrà riconosciuta la causa di servizio, e si parla di procedure lunghe fino a 10 anni, dovrà provvedere a pagarsi tutte le spese per il post operatorio e le protesi. Ma i danni alla salute”, sottolineava Tonelli, “non sono l’unico caso che mette in luce questa inescusabile disattenzione. Il Sap ha provveduto ad assicurare in molte regioni i propri iscritti per i danni causati ai mezzi di servizio nell’espletamento dell’attività d’istituto, nel caso in cui venga ritenuto che il danno è stato cagionato da una colpa grave”. “La disciplina – concludeva il sindacalista – deve essere necessariamente modificata come nel caso dell’artificiere quando al causa di servizio è sfacciatamente palese“.