Gli esami hanno confermato che è stata la meningite da meningococco a causare la morte di un 25enne di Valperga. Il ragazzo, arrivato con l’elisoccorso all’ospedale Molinette di Torino (nella foto) già in condizioni critiche e con febbre molto alta durata per giorni, è deceduto nel pomeriggio di domenica 8 gennaio. Le prime analisi sulla ricerca del meningococco erano state negative, ma gli esami molecolari hanno confermato l’ipotesi iniziale. Come da prassi, i familiari del ragazzo sono stati sottoposti a profilassi. “Non è il caso di allarmarsi – spiega Vittorio De Micheli, epidemiologo della direzione sanitaria regionale, che esclude il rischio di contagio – La meningite in inverno non è un evento inatteso. La Regione quindi non ha intenzione di modificare la politica di vaccinazione che resta rivolta ai soggetti più deboli”.

Una decisione confermata da una nota della Regione Piemonte, che “non ritiene necessario modificare l’attuale offerta vaccinale contro le meningiti batteriche” e sottolinea come “i casi di meningite meningocococcica che si verificano in regione sono del tutto rari e in diminuzione“. L’attuale calendario prevede in offerta la vaccinazione gratuita contro la meningite da Haemophilus influenzae b e pneumococco sotto l’anno di età, la vaccinazione contro la meningite di tipo C a 13-15 mesi e ai ragazzi di 15-16 anni. A questi vaccini si aggiunge, per i nati dal 1° gennaio 2017, la vaccinazione contro il meningococco B offerta attivamente e gratuitamente, mentre il vaccino contro il meningococco C per gli adolescenti (15-16 anni) verrà sostituito da un vaccino tetravalente che protegge contro la meningite di tipo ACWY, come da indicazioni del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019.

In Piemonte, a partire dal 2008, i casi di meningite da meningococco sono diminuiti significativamente, con una media di un caso in meno ogni anno. Nel 2016 ci sono stati 15 casi (5 sepsi e 10 meningiti), per una diffusione di tre persone colpite ogni milione di abitanti. Il 2009 era stato l’anno peggiore negli ultimi otto, con 6 casi per milione di abitanti. In media per il meningococco muoiono due persone ogni anno. Anche sulla base di questi dati, l’Assessorato regionale alla Sanità ha ricordato che, allo stato attuale, non sono giustificate situazioni di allarmismo che rischiano solo di creare problemi agli operatori dei servizi vaccinali delle Asl.

Già il report diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità aveva sottolineato come non esista al momento un’emergenza meningite. “Nell’ultimo anno – aveva spiegato il professor Giovanni Rezza – i casi di meningite da meningococco sono stati circa 190 mentre l’anno precedente si sono registrati 196 casi, per cui si tratta di un andamento stabile”. Per quanto riguarda “i casi di meningite che di sepsi, circa 1700 nel 2016, si nota invece una leggera diminuzione rispetto all’anno passato”.