Fabrizia Di Lorenzo, Valeria Solesin, Giulio Regeni, le ragazze dell’Erasmus morte in Spagna. Ma anche Bebe Vio. I momenti dolorosi e i momenti dell’orgoglio. Nel suo messaggio di fine anno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha punteggiato il discorso di molte citazioni, quasi un record, per sottolineare la grandezza di un Paese che il capo dello Stato vede – ha detto – come una “comunità di vita”. In cima ai ricordi del presidente le giovani vite stroncate dalla violenza e dal terrorismo in terra straniera e divenute simbolo di coraggio e di sacrificio. Ed ecco il ricordo del ricercatore Giulio Regeni assassinato al Cairo mentre conduceva i suoi studi e l’immagine di Fabrizia Di Lorenzo uccisa nell’attentato al mercatino di Natale a Berlino. Che il presidente ha ricollegato idealmente ad un’altra giovane vittima, Valeria Solesin, che ha perso la vita un anno fa a Parigi nell’attacco al Bataclan del novembre 2015. Il capo dello Stato non ha dimenticato neanche le studentesse Erasmus le cui giovani vite sono volate via nell’incidente del bus in Spagna nel marzo dell’anno scorso: Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, Elisa Scarascia Mugnozza

Grati a Mattarella i familiari dei giovani citati. “Sono parole che ci confortano, è molto bello che il ricordo di Valeria non sia dimenticato”, ha tra l’altro detto la mamma Luciana. E don Luigi Fontanot, parroco di Fiumicello (Udine), ha definito un “segno importante” che il presidente Mattarella abbia ricordato Giulio Regeni. Le parole del Presidente “sono entrate nei nostri cuori”, hanno fatto sapere i familiari di Fabrizia Di Lorenzo.

Non solo dolore e lacrime però, nel discorso del Capo dello Stato che ha voluto anche ricordare i momenti di serenità che hanno attraversato il paese e risollevato famiglie, come nel caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ora “finalmente in Italia con i loro cari”. Parole accolte dai due fucilieri di Marina con grande “gioia”, e che hanno avuto l’effetto di una incoraggiante “pacca sulle spalle”, come ha annotato Latorre. Nel discorso del presidente ha trovato spazio anche il richiamo ai successi dei nostri atleti alle Olimpiadi e Paralimpiadi con “l’entusiasmo travolgente di Bebe Vio” che ha subito ricambiato con vigoroso affetto: “Grazie mitico Presidente!”.

Spazio anche per il Pontefice nel messaggio presidenziale: “Rivolgo gli auguri più sinceri a Papa Francesco – ha affermato Mattarella -, auspicando che il messaggio del Giubileo, e i suoi accorati appelli per la pace, vengano ascoltati in un mondo lacerato da conflitti e sfidato da molte incognite”. Papa Francesco ha ringraziato Mattarella durante l’Angelus e ha ricambiato “di cuore” gli auguri.

Il presidente ha chiuso il suo messaggio mostrando un dono dalle zone del terremoto: un disegno fatto dai bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme che ritrae appunto la loro nuova scuola, con la scritta “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”. “Vorrei concludere – ha chiosato il presidente – facendo mio questo augurio, e rivolgendolo a ciascuno di voi, perché i sogni dei bambini possono costruire il futuro della nostra Italia”.