La rivista Rumore e il suo Direttore Rossano Lo Mele, tornano a trovarci “sotto le feste” per parlare dei dischi dell’anno.

Caro Rossano, sono quattro anni che graviti a Natale su “9 canzoni 9 di … ”. Nel 2013, e quindi alla tua prima intervista qui, avevate posto il disco di King Krule in cima alla vostra classifica degli album migliori. È una scelta, oggi, che rifareste?
Proprio in questi giorni ripensavo a quella scelta, peraltro perpetrata al primo anno sotto la mia direzione del giornale; devo dire che fu, se vogliamo, un azzardo, ma comunque una bella scelta che il giornale ancora oggi sente di rivendicare.

Si può dire che Rumore sotto la tua direzione abbia acquisito maggior sfrontatezza, la stessa che magari contraddistingue le riviste musicali europee?
Rumore è stato storicamente caratterizzato da una certa sfrontatezza, quindi per rispondere alla tua domanda direi di no. Diciamo che abbiamo cercato di allinearci con le linee guida dettate dalla musica. Rumore è una rivista che riflette ciò.

E quali sono state le linee di tendenza del 2016?
Tematicamente il 2016 si contraddistingue con la fine dell’innocenza della musica rock e dei grandi classici.

Il passato risponde presente …
Molte persone, nell’arco di quest’anno, hanno visto scomparire per sempre artisti/volti con cui hanno familiarizzato nell’arco della propria vita: Bowie, Cohen, Prince, Lemmy dei Motorhead e ora George Michael, giusto per citarne alcuni.

Possiamo affermare, dunque che insieme a queste figure sia scomparsa anche una certa idea della musica?
Assolutamente sì. Come detto è stato premiato il ritorno del classico, anche per riapprezzare quello che magari non era stato metabolizzato negli ultimi anni di questi artisti.

Avete eletto il disco di Bowie come album dell’anno. S’intende un premio alla carriera oppure è, in effetti, il miglior disco uscito?
Te lo dico con affetto perché ci conosciamo da anni, ma ritengo questa una domanda “un po’ sciocca”, peraltro proposta un po’ da tutti. Per me è un gran disco ma del resto lo era anche quello precedente.

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Sciocca fino a un certo punto, forse le modalità con cui Blackstar è uscito hanno implementato le ragioni per le quali ora stiamo a celebrarlo, non credi?
Ma che cosa vuoi dire di uno come Bowie? Insieme a Dylan, Lou Reed e non so quanti altri, è stato uno dei più grandi in assoluto di tutta la storiografia del rock. È ovvio che il momento di mancanza suo, il giorno prima dell’uscita, in quel modo, con quel commiato, alla fine abbia amplificato tutto, anche il valore del disco.

Vero dunque che l’operazione sia stata fatta sul filo dell’emozione…
Io penso sia un grandissimo disco e penso che per le dinamiche della comunicazione e dell’ascolto contemporaneo, fosse anche inevitabile che accadesse ciò.

Intorno a Bowie cosa è successo?
Ribadisco che nel nostro mondo per la prima volta in assoluto sia stato investito dal trionfo totale del classicismo con i suoi valori e i suoi grandi artisti a dimostrazione di quanto vado affermando, penso a Nick Cave.

Un disco che non parla del figlio morto, vogliamo sottolinearlo?
Se le persone si dessero la pena di leggere i testi lo scoprirebbero (sarcasmo generale). Un disco che sta benissimo a fianco a quello di Bowie e di Cohen.

Intendiamoci, non è uno dei suoi migliori eh? Cave in carriera ha fatto molto di più, a mio parere.
Parliamo di un artista che ha all’attivo quasi venti dischi di inediti. All’interno della sua discografia, lo definirei un buon album, collocato tra le sue produzioni migliori degli anni zero.

Pj Harvey?
Un bellissimo disco, niente da dire. Personalmente faccio un po’ fatica con lei, ma resta una grandissima; lo dimostra la sua carriera.

In Italia invece?
Prova a farci caso, in classifica per la prima volta su “Rumore”, sono presenti tanti italiani: I Cani, Cosmo, Calcutta, Motta… Parliamo di trentenni che si stanno imponendo sulla scena, anzi se la stanno prendendo.

Mentre l’R&B da genere commerciale è divenuto – su base mondiale – un genere “nobile”, passami il termine. Che ne pensi?
Basti pensare che Pitchfork ha messo al numero uno della propria classifica il disco di Solange. A prescindere, sono usciti molti dischi, estremamente diversi tra loro di grande qualità: Beyonce, Frank Ocean (al secondo posto della nostra classifica) Anderson Paak, per citarne alcuni.

Il tuo disco dell’anno?
In assoluto il disco che mi è piaciuto di più che e che mi ha rapito il cuore è quello di Leo Pari. Pop italiano formato da grandi testi e canzoni e che forse avrebbe meritato maggiore attenzione.

Caro Rossano fuori 9 canzoni 9 del 2016!
Eccole.

 

9 canzoni 9 … della rivista Rumore del 2016

Lato A

Bacia Brucia Ama Usa • Leo Pari

Black Man in a White World • Michael Kiwanuka

Lazarus • David Bowie

Worry • Jack Garratt

Lato B

On Hold • The XX

I’ve Been So Lost For So Long • American Football

Nikes • Frank Ocean

Radio Silence • James Blake

Gardenia • Iggy Pop

© Foto WLS | WhiteLightStudio.it, tratta dalla pagina Facebook di Radio Flash 97.6