Frequentando Facebook, sono stato coinvolto in una strana conversazione dal sapore antico e rassicurante. Era un amico che non conosco di persona, celato dietro l’avatar di una lucertola e la sigla Amico61.

Amico61. Ho scovato un’App che ti cambia la vita: un’agenda/calendario che fa previsioni … perfette. L’ho verificata l’anno che si chiude: non solo Brexit e Trump, ma aveva previsto pure il No del referendum italiano. Ho appena scaricato l’edizione 2017.
RR. Alle prime due, c’ero arrivato anch’io. Ma la terza no. Pensi che sarà felice questo nuovo anno?
A. Certamente sì, senza alcun dubbio.
RR. Come l’anno passato?
A. Molto di più.
RR. Come quello prima?
A. Di più, di più, carissimo RR. Assai di più.
RR. Ma c’è almeno un anno che ti è piaciuto e vorresti simile all’anno nuovo?
A. Direi di no.
RR. Da quanti anni nuovi tenti di prevedere quanto accadrà?
A. Almeno vent’anni, carissimo.
RR. A quale di questi vorrebbe che somigliasse il nuovo anno?
A. Mah! Non saprei proprio.
RR. Non ricordi un anno particolarmente felice?
A. No, in verità nessuno.
RR. Eppure la vita è una cosa bella. Non è vero?
A. Certo.
RR. Non ti piacerebbe rivivere questi vent’anni, e magari tutto il tempo passato?
A. Magari. Solo se potessi…
RR. Anche rifacendo la vita che hai fatto, tale e quale?
A. No, questo no! Per nulla al mondo.
RR. Che vita vorresti rifare: la vita che ho fatto io, o quella di Berlusconi, o di chi altro? Oppure credi che io, Berlusconi e chiunque altro risponderebbe: “Non vorrei mai tornare indietro per rifare la stessa vita che ho fatto”? Allora…
A. Forse la seconda che hai detto. Ma no, neppure quella.
RR. Ma che vita vorresti, allora?
A. Una vita così, come Dio vuole, senza altri patti.
RR. Una vita a caso, senza sapere nient’altro, come non si sa nulla dell’anno nuovo?
A. Appunto. Ora cancello l’App.
RR. La penso anch’io così. Ma il caso, finora, ci ha trattato tutti male. Con l’anno nuovo, il caso incomincerà a trattare bene te e me e tutti gli altri, non è vero?
A. Senti. Domani sogneremo altri traguardi, inventeremo altre sfide. Cercheremo altre vittorie che valgano a realizzare ciò che di buono, di forte, di vero c’è in noi, in tutti noi che abbiamo avuto questa ventura d’intrecciare la nostra vita a un sogno…
RR. Che si chiama Milan! Lascia perdere, sono sampdoriano e non parto per la Cina. Mandami pure il link dell’app. Non si sa mai.
A. Certo, ma digita ‘like’ sul mio canale YouTube.
RR. Fatto.
A. Buon Anno!

Non appena avrò imparato a usare l’app ‘Futura17’, terrò tutti aggiornati su questo blog. Per ora non so ancora se Geert Wilders vincerà le elezioni in Olanda e Marine Le Pen in Francia; se Erdogan romperà con l’Unione Europea, aprendo le frontiere a milioni di profughi in uscita verso occidente; se la Grecia verrà abbandonata e Angela Merkel cadrà rovinosamente; se la reazione contro il razzismo e la difesa dell’ambiente squasseranno gli Usa, impegnati nel ‘confronto’ con l’Europa e con la Cina, presa a sua volta dalla conquista della Luna; e se ovunque s’impenneranno i finanziamenti alla ricerca militare, viatico per gli anni a venire. Né se in Italia si voterà e, se si voterà, se trionferà il lodo Berlusconi; e se vedremo la buona università, lo sportello delle pompe funebri in banca, il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, oggi sparsi qui e là.

Intanto salutiamo il nuovo anno con Rainer Maria Rilke: “E ora diamo il benvenuto al nuovo anno. Pieno di cose che non ci sono mai state”.
Sapere che vedremo cose mai viste non può che darci fiducia.