Scoprite sotto l’albero un vero e proprio “Joyello”! Joyello Triolo, giornalista, musicista ma soprattutto… Musicofilo attento e severo. Ma non temete, a mordere, in questo caso, è soltanto la passione per la musica vissuta attraverso un blog che merita di essere scoperto. Sentite che cosa ci ha detto.

È il terzo anno che graviti all’interno di 9 canzoni 9. Proviamo – ancor prima di guardare al 2016 – a rivendicare le tue classifiche passate. Rifaresti le stesse scelte?
Devo dire che ogni tanto mi capita di andare su Fardrock a sfogliare le vecchie classifiche di fine anno e, pur trovandoci album che magari non ascolto più molto, in genere nelle prime dieci posizioni ci sono davvero i dischi che ho preferito. Certamente, come potrai immaginare, alcuni hanno maggiore influenza di altri ma generalmente mi rendo conto che i titoli messi in vetta, sono scelte che rifarei anche oggi.

Quali i dischi selezionati l’anno scorso ritieni siano “invecchiati” al meglio e quali al contrario sbiaditi malamente?
Per quanto io sia un appassionato di avanguardia e sperimentazione, devo dire che in genere invecchiano meglio i dischi realizzati in maniera tradizionale. Per fare un esempio, What a Terrible World… dei Decemberists ha sicuramente più speranze di longevità di In Colour di Jamie XX anche se alla loro uscita è probabile che mi sia eccitato maggiormente con il secondo.

Veniamo al tuo blog. Terrei particolarmente a ricordare in cosa consiste.
Questa è facile: Fardrock è un blog che si occupa di canzoni ad ampio raggio che, pur concentrandosi particolarmente sulle recensioni di dischi, contempla qualche “rubrica fissa” legata al mondo della musica pop nella storia: da schede su dischi pop del passato con analisi di pietre miliari discografiche, articoli su strumenti musicali arcaici o bizzarri e qualche piccola biografia su personaggi o musicisti famosi o curiosi. Tutto declinato alla sacra regola dell’onanismo.

Hai affermato che negli ultimi dieci anni la tua vita si è sviluppata prevalentemente intorno alla costruzione di questo sito. Spiegaci le dinamiche che “lo hanno governato”.
Beh, presto detto: il blog nacque nel 2004 quando tutti aprivano un blog. La differenza è che io, per mia natura, sono uno costante e ho tenuto duro mentre attorno a me quasi tutti desistevano.

Hai anche manifestato la possibilità di smettere… Perché?
Perché è faticoso, serve molta dedizione e tempo e qualche volta ho pensato che se non dovessi scrivere Fardrock avrei un sacco di tempo libero a cui dedicarmi. Il fatto è che da molti anni ho impostato la mia vita in modo che il tempo libero sia impegnato a scrivere, quindi, per ora, non smetterò.

Arriviamo ai dischi del 2016. Quanti ne hai ascoltati ?
Su Fardrock ne ho recensiti circa 150, per cui posso dirti con certezza che ognuno di quei 150 l’ho ascoltato bene. Poi ci sono anche dischi che ho sentito più distrattamente, vuoi perché mi incuriosiva un pezzo passato alla radio o perché ne leggevo bene in Rete. Difficile contarli esattamente perché sto sempre ascoltando musica.

Qual è a tuo gusto il disco dell’anno?
Skeleton Tree di Nick Cave.

In base a cosa lo hai eletto migliore?
Quando è uscito in anteprima il video di Jesus Alone ho pensato: “Toh, Nick Cave, che palle! Un altro che da anni non ha più nulla da dirmi… sentiamo com’è”. Sono bastati 15 secondi per ritrovarmi inerte, col fiato sospeso a considerare che stavo ascoltando qualcosa di epocale. Il modo in cui Warren Ellis conduce gli archi, le soluzioni sonore esili e nuovissime, la voce di Cave, matura ma stordente.

Esiste un disco italiano che ti ha colpito particolarmente?
Ascolto molta musica italiana. Devo dire che gli Afterhours hanno fatto un ottimo disco. Ma loro sono ormai un’istituzione. Tra i dischi indipendenti che ho ascoltato quest’anno ce ne sono molti che mi hanno colpito, per ragioni diversissime. Per me il colpaccio l’ha fatto Mezzala, con la cover di Quattro giorni insieme.

Molte riviste di riferimento hanno eletto Blackstar di David Bowie come disco dell’anno. Ritieni sia un voto orientato a omaggiare il Duca oppure è in effetti lodevole di tali tributi?
La recensione di Blackstar, la scrissi prima della morte di Bowie, quindi non viziato da essa e ne parlai in modo “medio”. Confesso di non amare particolarmente questo disco, non mi piacciono molto gli arrangiamenti né, in generale, l’uso che fa del sassofono. Bowie però è Bowie e scrissi una recensione che palesemente si aggrappa a un amore incondizionato, per altro riacceso da un disco come The Next Day che invece mi era piaciuto moltissimo.

Ti ripropongo nuovamente la domanda che ti feci l’anno scorso, qual è invece il peggiore disco dell’anno?
Te ne dico un paio perché sono dischi incisi da band che ho molto amato in gioventù e che rappresentano quanto di più inutile si possa trovare all’interno delle discografie di Violent Femmes e Pixies: We Can do Anything e Head Carrier.

E ora, lasciami le tue 9 canzoni 9 … Dell’anno.
Ti lascio una redux della mia Top20 (all’interno del blog di Joyello, oltre ai dischi dell’anno, troverete, infatti, anche i migliori 20 singoli).

9 canzoni 9 del 2016 … di Joyello

Lato A
The Ministry of Social Affairs • PJ Harvey
Jesus Alone • Nick Cave & The Bad Seeds
No • Nicolas Jaar
Crisis • ANOHNI

Lato B
Paraguay • Iggy Pop
Aviation • The Last Shadow Puppets
Quattro giorni insieme • Cantaloop Remix (Mezzala)
L’odore della giacca di mio padre • Afterhours
Move • Saint Motel