LE STAGIONI DI LOUISE di Jean-François Laguionie. Animazione. (Francia, 2016) Durata 68’ Voto 4/5 (DT)

Louise è una nonnina che abita a Bilingen sur Mer, località fittizia che potrebbe situarsi tra Normandia e Bretagna. La seguiamo sulla spiaggia affollata di racchettoni e castelli di sabbia mentre all’ombra scrive il suo diario, poi quando si prepara per andare a prendere un treno che deve portarla dai suoi parenti, ma che però non passerà mai. All’improvviso attorno a lei non ci sono più turisti schiamazzanti, ma solo strade vuote, surreali scenari con alte e basse maree, ricordi d’infanzia che riaffiorano nella memoria e si mescolano al mondo di sempre che rivive con occhi nuovi. Il tempo passa, nessuno la viene a prendere, finché non appare il cane (parlante) Pepe. I due rimarranno lì per mesi. Animazione digitale per un ambiente congelato in tonalità pastello, carboncino e tempera su carta all’origine, monologo interiore e un paio di battute con Pepe, per questa nonna che si confronta con l’isolamento, la “vecchiezza”, e l’assenza del prossimo. Passeggiate, gesti, esplorazioni della natura, e gli incontri con uccelli e granchi hanno l’eterea, affascinante, sospesa magia della favola; anche se il tema di fondo del fine vita che fluttua doloroso tra realismo e finzione riaffiora carsicamente a suscitare sincere lacrime. Maestoso film, intimista e delicato sulla solitudine e il tempo che passa, Le stagioni di Louise è il quinto lungometraggio in trent’anni di carriera di Laguoine. Imperdibile.