Taranto era in guerra con Roma, siamo nel 281 a.C., e per essere aiutata in questa guerra chiama in aiuto Pirro re dell’Epiro (un territorio che oggi si estende nell’Albania meridionale e nella Grecia nord-occidentale). In effetti la guerra era iniziata due anni prima e Pirro aveva già sconfitto i romani, ma la sua vittoria fece registrare un numero elevato di vittime tanto da considerare la sua vittoria una vera sconfitta.

E’ il caso del dittatore siriano il quale avrà da affrontare diversi problemi dopo la riconquista di Aleppo. Intanto si paga il lusso filosofico di spiegare al mondo intero quale è il valore della riconquista di Aleppo in un messaggio molto breve: “Il tempo si trasforma in storia, dice Bashar, quando avvenimenti importanti trasformano il tempo in storia […] Io penso, continua, che con la liberazione di Aleppo la situazione è cambiata per la Siria, e non solamente per questa regione ma per il mondo intero” (La Matinale 16 dicembre 2016).

La carneficina operata in questi anni sulla popolazione inerme, se da un punto di vista giuridico forse non possono essere definite un genocidio, restano comunque crimini contro l’umanità. Di questo deve rendere conto non solo al suo popolo, ma alla comunità internazionale. All’Onu, tutte le risoluzioni che avrebbero costretto Assad a desistere dai propositi di carneficina contro il suo popolo che si era ribellato, sono state bloccate dal veto della Russia e dalla Cina.

Molto spesso nella confusione che è derivata da questa guerra, si è tentato di avvalorare la tesi secondo cui tutto ciò avveniva per combattere i terroristi, ma si è progressivamente dimenticato che le manifestazioni del 2011 contro il regime erano manifestazioni pacifiche contro le quali si scatenò la brutalità del regime.

Ci si dimentica ciò che fece Assad facendo liberare dalle carceri i terroristi dando loro un aiuto per riorganizzarsi. Quale sarà la sorte degli uomini che saranno evacuati da Aleppo est senza il controllo degli osservatori Onu richiesti dalla Francia e dagli Stati Uniti e rifiutati dalle autorità siriane? Sarà la stessa di altri uomini uccisi dalle forze di polizia e dall’esercito come documentano le foto di Caesar? Ci troviamo di fronte a una nuova Srebrenica? Se dal genocidio bosniaco è derivato l’instaurazione di un Tribunale penale internazionale, possiamo immaginare che il dopo Siria potrà dare luogo alla possibilità di far chiamare a rispondere dei crimini contro l’umanità Bashar al-Assad e il suo entourage? Non sarà facile perché coimputato di tale crimine dovrebbe essere chiamato anche Putin.

E’ certo che sarà difficile sostenere che non sapevamo di questi crimini contro l’umanità. Forse è questo il senso dell’appello del Papa a Bashar al-Assad quando dice che bisogna rispettare il diritto umanitario internazionale.

All’inizio parlavo della vittoria di Pirro e delle difficoltà che incontrerà il presidente siriano per riconquistare tutto il territorio della Siria. Quanto alla ricostruzione di una città distrutta come Aleppo non solo non sarà facile realizzarla, ma ci vorranno anni e anni per rendere questo progetto operativo. In maniera grossolana la propaganda porta ad esempio la ricostruzione di Grozny per Aleppo senza specificare il contesto e i mezzi a disposizione. Inoltre quale sarà l’indipendenza politica e diplomatica di questa nazione e del suo presidente che è stato sostenuto nella sua guerra di distruzione del suo stesso Paese dai russi, dagli iraniani e dalle milizie degli Hezbollah. E se ci sarà un ravvicinamento Russia-Stai Uniti grazie ai propositi di Trump, quale sarà il futuro di Bashar al- Assad?