Le firme di un’altra lista civica finiscono sotto i riflettori della procura. E a Siracusa l’indagine sulla Firmopoli renziana alle amministrative del 2013 si allarga. L’ufficio inquirente, guidato dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano, ha infatti sequestrato la documentazione depositata per presentare la lista civica Garozzo Sindaco alle elezioni comunali di tre anni e mezzo fa. Le nuove acquisizioni arrivano dopo la puntata delle Iene, che ha rilanciato la vicenda sollevata in prima battuta dal quotidiano La Sicilia. Tutto era cominciato con l’esposto inviato in procura da Giuseppe Patti, architetto ambientalista che nel 2013 era stato candidato come capolista di Cambiamo Siracusa Adesso, quando mancavano solo cinque giorni alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste. “Io ho raccolto firme decine di volte, per elezioni, referendum, ma questi moduli sono strani”, aveva detto Patti dopo avere chiesto l’accesso agli atti della lista che lo aveva candidato senza eleggerlo. In che senso strani? “Gli elenchi – spiegava – mi sembrano un po’ troppo vergini, troppo poco vissuti. Non c’è una piega, una macchia di caffè, niente assolutamente immacolati. Per questo ho il sospetto che le firme dei sottoscrittori non siano state consegnate in originale”. Gli inquirenti hanno dunque acquisito quei moduli con le firme convocando in procura alcuni dei presunti sottoscrittori che però hanno disconosciuto la propria calligrafia. Per questo motivo adesso i pm hanno iscritto nel registro degli indagati i nomi di sette persone, accusate di falso materiale e ideologico: nel 2013 avevano curato la documentazione per presentare la lista alle elezioni. Ma non solo. Perché nuove irregolarità sarebbero state riscontrate anche nei moduli presentati per sostenere la lista Garozzo Sindaco. Le due liste civiche coinvolte nell’indagine hanno eletto in totale dieci consiglieri comunali, che fanno parte della maggioranza di Giancarlo Garozzo, fedelissimo di Matteo Renzi eletto sindaco di Siracusa al ballottaggio. “Questo è un fatto gravissimo – ha detto il primo cittadino alla trasmissione Mediaset – C’è stato sicuramente un reato da parte di qualcuno, ma i consiglieri hanno preso i voti in maniera legittima. È vero che senza l’appoggio di queste due liste non sarei andato al ballottaggio ma probabilmente non c’è questo numero di firme false tale da inficiare la candidatura”. Secondo la procura aretusea, però, molte delle firme presentate per sostenere le liste sarebbero state fotocopiate ma anche totalmente falsificate. “È presto per fare valutazioni approfondite dato che siamo ancora in fase d’indagine preliminare – dice il procuratore Giordano al fattoquotidiano.it – Posso dire che la nostra inchiesta potrebbe presto allargarsi per verificare la documentazione di tutte le liste che parteciparono alle elezioni comunali”.