Oggi pomeriggio alle ore 17 all’auditorium Eugenio Montale (Carlo Felice) di Genova, il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino presenterà alla cittadinanza la proposta di legge “Sostegno alla formazione e all’informazione sui medicinali cannabinoidi”. Il testo di legge prevede che la Regione Liguria elabori e promuova periodicamente specifiche attività di formazione e informazione, rivolte a medici, farmacisti e operatori ospedalieri, sugli ambiti terapeutici in cui la cannabis può essere utilizzata con ricadute positive.

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“Ad oggi esiste un deficit di conoscenza che determina resistenze, o addirittura il rifiuto alla prescrizione: questo è il primo problema da risolvere – dichiara Gianni Pastorino – Per esempio, alcuni centri di terapia del dolore continuano a non adottare farmaci cannabinoidi già autorizzati, di cui è comprovata l’efficacia. A questo punto la Regione deve attivarsi per recuperare il gap, fare un passo in avanti anche a beneficio dei molti pazienti che ancora ignorano tali soluzioni”.

Insieme al consigliere Pastorino, parteciperanno all’iniziativa autorevoli nomi del panorama scientifico e farmaceutico che si occupano da anni dell’argomento in tutte le sue varie sfaccettature: “La Liguria ha già autorizzato l’utilizzo della cannabis, ma pochi lo sanno – prosegue Pastorino – Le prescrizioni sono in crescita ma, dopo varie ricerche, rileviamo ancora molte carenze di informazione presso la popolazione e un ulteriore problema di formazione di medici e farmacisti, figure essenziali nella diffusione e nell’esercizio di queste terapie. Per questo la nostra proposta di legge regionale diventa necessaria, sulla scorta di quanto già deliberato in Emilia Romagna, Friuli e Provincia di Trento“.

“Purtroppo nel nostro Paese la cannabis sconta una serie di pregiudizi, sia a destra sia a sinistra. Preconcetti superati dalla realtà dei fatti, ma che hanno finito per offuscare gli effetti positivi di questa sostanza dal punto di vista terapeutico – conclude Pastorino – I cannabinoidi non sono la panacea per tutti i mali, ma con determinate patologie diventano sicuramente utili“.

Ecco. E voi lo sapevate che in Italia abbiamo una legge nazionale dal 2007 che prevede la possibilità di prescrizione e utilizzo della Cannabis terapeutica? Stiamo parlando quindi di un farmaco a tutti gli effetti, certificato e riconosciuto da quasi dieci anni, utilissimo soprattutto nella terapia del dolore di malattie importanti come Sla, Aids e malattie oncologiche, ma non solo. Nel 2013 un ulteriore decreto ha riconosciuto la liceità dell’uso farmacologico dell’intera pianta della Cannabis (ammettendo l’uso di farmaci non soltanto di base sintetica ma anche di origine naturale) e nello stesso anno, il primo farmaco a base di cannabinoidi arriva sul mercato italiano

Eppure, ancora oggi, i cittadini (e troppo spesso anche chi potrebbe prescriverla e distribuirla) sanno ancora troppo poco sull’uso terapeutico della Cannabis e sulla sua utilità terapeutica. Ecco perché mi occupo di questa proposta di legge regionale: penso sia uno strumento importante per più aspetti. Innanzitutto va a implementare la legge regionale del 2012 già in essere, consentendo di entrare in tutto quell’aspetto formativo e informativo che deve riguardare certamente le figure socio sanitarie, ma anche i cittadini e i pazienti. In secondo luogo, perché il testo vuole rimettere l’accento su un argomento che è di salute pubblica ma che ancora, a livello culturale, e nella pratica clinica, fa fatica a trovare spazi di attuazione. Si tratta di cominciare a minare dal basso, al fine di abbatterli, i muri obsoleti del pregiudizio attraverso la formazione e l’informazione corretta.

L’Italia è sempre troppo lenta, sempre troppo moralista, sempre limitante. Per questo, credo, sia importante promuovere, sostenere e partecipare attivamente a iniziative come questa: per questo ho accettato qualche mese fa di fare da moderatrice a questo incontro. La demonizzazione della Cannabis non ha davvero più un senso, a maggior ragione nel caso della Cannabis terapeutica che è già legale da molto tempo, ma sembra essere ancora un tabù.