Altri due mandati di arresto sono stati spiccati in Brasile per l’omicidio di Roberto Bardella, il 52enne di Jesolo ucciso l’altro ieri dopo essere finito per uno sbaglio del Gps del cellulare con la sua moto nella favela Morro dos Prazeres di Rio de Janeiro. A quanto si apprende da fonti investigative si tratta di Raphael Correia Pontes, detto Pedro De Lara, 33 anni, e Bruno Goncalves Campos Ferreira, detto Gordinho o Bigode De Foca, 34 anni. In tutto sono così 9 i presunti responsabili ricercati a vario titolo in tutto il territorio della città di Rio de Janeiro.

Con Roberto Bardella, nella favela di Morro dos Prazeres, era finito anche il cugino Rino Polato, 59 anni, che si è però salvato. Secondo le indagini, i rapinatori li hanno scambiati per poliziotti. Hanno sparato un colpo alla testa a Bardella, che aveva una telecamera sul casco, mentre hanno deciso dopo quasi due ore di liberare Polato. La polizia brasiliana ha già arrestato sei persone e disposto il fermo di un adolescente accusati di aver partecipato all’omicidio.

Bardella e Polato stavano facendo un viaggio in motocicletta in Sudamerica. Prima di arrivare a Rio erano già stati in Paraguay e Argentina. A Rio avevano alloggiato in un hotel di Copacabana, in modo da vedere i siti più turistici. Dopo aver visitato il Cristo Redentore, si stavano dirigendo verso Morro dos Prazeres, la “Montagna dei piaceri”, favela del quartiere di Santa Teresa. Una zona considerata “pacificata” e per la sua altitudine, 275 metri, segnalata sulle guide come un punto di osservazione privilegiato delle bellezze di Rio. La violenza nelle favelas è però aumentata proprio negli ultimi mesi a causa della guerra aperta fra bande per il controllo del narcotraffico e della crisi economica che attraversa lo Stato, che si è tradotta in una minore presenza della polizia.