È durata un’ora e mezzo l’audizione di Marco Piazza davanti alla pm Michela Guidi. Il consigliere comunale di Bologna dei 5 stelle si è autosospeso dal Movimento dopo essere stato indagato per una vicenda di presunte firme irregolari, raccolte in occasione delle elezioni regionali del 2014. Assieme a lui è arrivato in procura della Repubblica a Bologna anche il collaboratore Stefano Negroni. Entrambi sono accusati dai magistrati, assieme ad altre due attiviste, Giuseppina Maracino e Tania Fiorini, di violazione della legge elettorale in materia di raccolta firme per la presentazione dei candidati.

In totale si parla di 23 firme contestate su 1200 totali, anche se i Carabinieri nella loro indagine hanno preso per ora in esame solo 200 sottoscrizioni. “Vi confermo – ha spiegato Piazza ai giornalisti, all’uscita dalla Procura in via Garibaldi – che mi vengono contestate 20 firme sulla cui autenticità non ci sono dubbi: si tratta di irregolarità nella raccolta. Ho portato tutti gli elementi per dimostrare che anche queste irregolarità non sono state commesse”. Le altre tre firme, che invece non sono state riconosciute (e dunque potrebbero essere, in ipotesi d’accusa, false) sono contestate a Negroni. A Maracino e Fiorini sarebbe contestato invece un concorso nelle violazioni contestate agli altri due indagati, e non altre firme irregolari.

Le firme contestate al vicepresidente del consiglio comunale Piazza appartengono a un solo modulo (ogni modulo riporta appunto 20 spazi). Secondo gli inquirenti sarebbero state raccolte nell’ottobre 2014 durante il raduno del Movimento 5 stelle al Circo Massimo a Roma. In questo modo sarebbe stata violata la regola che impone che le firme vadano raccolte all’interno del territorio regionale. Piazza ha spiegato di aver portato alla Pm 250 firme in più che erano state raccolte e non presentate perché in eccesso. “Avremmo potuto selezionare scartando le altre, se avessimo avuto anche il minimo dubbio sulla regolarità”. Se avessero saputo che quel modulo poteva essere stato raccolto in maniera irregolare – è la linea difensiva di Piazza – “tranquillamente avrei potuto scartarlo e sostituirlo”.

Poco dopo l’audizione di Piazza si è conclusa anche quella di Negroni, a cui vengono contestate invece tre firme, ritrovate in altri moduli, non riconosciute dai firmatari stessi. Negroni all’uscita non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti. È stato Marco Piazza a difenderlo: “Si parla di tre firme che sono state disconosciute. Vedrete che arriveremo a dimostrare che sono autentiche anche quelle”, ha detto il consigliere comunale. “Non avrebbe senso, non sta molto in piedi. Anche su quello abbiamo portato degli elementi”, ha concluso. I due indagati, hanno spiegato gli avvocati Giulio Cristofori e Davide De Matteis, hanno risposto a tutte le domande del magistrato. “Abbiamo grande fiducia nel suo lavoro”, hanno detto i legali.