Ieri, dopo aver votato, mi sono messo col telefonino davanti ai manifesti elettorali e ho girato un video in cui dicevo che il No avrebbe vinto. E avrebbe vinto bene. L’ho postato sulla mia pagina Facebook verso le 22, a urne ancora aperte perché le schedine si giocano con le ricevitorie aperte. Volevo sottrarmi alle voci del giorno dopo.

Ero certo di questo risultato perché ero certo del lavoro di cronaca, di racconto del Paese reale che da anni sto facendo. Un lavoro di documentazione reale. Ci ho messo la faccia, ho scommesso alla luce del sole perché sono assolutamente convinto che dentro il perimetro del No c’è la questione sociale. Gli italiani non hanno difeso l’idea di Costituzione, hanno difeso la Costituzione che garantisce loro il diritto al lavoro, la tutela del risparmio, la libertà d’impresa. Abbiamo difeso questo impianto, abbiamo difeso il concetto che la sovranità appartiene a noi e non agli investitori. Non ci sono padroni, ci sono soggetti che hanno diritti e doveri. Abbiamo difeso l’idea di uno Stato che vorremmo tornasse a essere centrale.

In questo video ho detto che non potevo credere che l’idea politica di Renzi e di quelli prima di lui fosse maggioranza, non potevo assistere alla certificazione della negazione dei diritti, non potevo immaginare che dopo aver maciullato (sì, maciullato) il lavoro vi fosse una maggioranza che desse credito al Jobs Act. Infine non potevo dare retta alle paure di chi fino all’ultimo parlava di recupero perché . E perché mai? Gli indecisi sono rimasti indecisi perché nauseati da una politica che va a braccetto con la finanza e che regala ad assicurazioni e banche il nuovo welfare.

In questi anni stanno accadendo cose che negano la Costituzione. Ecco perché non era un’idea di Costituzione a essere al centro del dibattito, ma questa Costituzione che si sarebbe ribaltata anche nella prima parte in quanto la parte riformata avrebbe inevitabilmente smollato i bulloni della prima. E’ già quello che sta accadendo.

Ora bisogna riprenderci i diritti. Tutti e non solo dei pezzi. Lo dico soprattutto ai Cinquestelle che hanno la golden share elettorale di questo voto: pensate a una piattaforma sociale forte! Non può esaurirsi nel solo reddito di cittadinanza. Ci vuole di più. Il Jobs Act va abrogato. Così come le tante leggi filo-banche. Il No dovrà diventare un Sì. Di progetto. Un Sì italiano.