Da nord a sud, la situazione degli autisti-scrutatori presenta diversi casi. Diversa la genesi, uguale l’effetto: problemi per i cittadini, ma anche per le casse delle aziende di trasporto pubblico. Non ci sono solo i possibili disservizi a Brindisi, dove in 25 sono finiti nelle liste composte in buona parte per nomina dei consiglieri comunali. Dopo la pubblicazione dell’articolo, a ilfattoquotidiano.it sono stati segnalati altri due casi, che ripercorrendo le cronache del recente passato si ripresentano a ogni tornata elettorale. A Roma, dove a giugno si era arrivati a oltre 850 richieste da parte dei dipendenti spingendo il dg Marco Rettighieri a limitare i permessi sindacali a 89 unità, la situazione non è migliorata. Nella Capitale gli scrutatori vengono scelti per sorteggio, nessuna ‘manina’ della politica come accaduto a Brindisi. Però molti, moltissimi autisti – colti da grande senso civico – svolgono la funzione di rappresentanti di lista che permette di avere un permesso sindacale.

È accaduto anche per il referendum costituzionale, seppur in misura ridotta. Pur non comunicando quanti autisti saranno impegnati ai seggi, l’Atac ha informato i cittadini della Capitale che “potranno manifestarsi dei rallentamenti sul servizio con una diminuzione delle frequenze in particolare su metro A e B fino a lunedì”. Da sabato infatti iniziano la composizione dei seggi e l’installazione delle urne delle scuole, mentre il giorno dopo il referendum gli scrutatori e i rappresentanti di lista avranno diritto a un giorno di riposo compensativo per l’impegno domenicale. Sono stati segnalati numerosi casi anche nell’Ama, la ditta di raccolta dei rifiuti, che però – come già accaduto in passato – non registra particolari conseguenze sotto il profilo dell’efficienza del servizio. Discorso diverso per il trasporto. La situazione peggiore si verificò nel 2013, quando il servizio venne drasticamente ridotto: per 4 giorni fu adottato l’orario del sabato e oltre 500 bus, filobus e tram in marcia negli orari di routine rimasero nei depositi, come ricorda Roma Today.

Discorso delicato anche a Chioggia, in provincia di Venezia, dove il copione si ripete da anni: i dipendenti dell’Actv si spostano in massa ai seggi per scrutinare le schede, i vaporetti si fermano. Quest’anno sono ben 218 i lavoratori impegnati nelle scuole del solo comune veneziano ai quali bisogna aggiungere altri 80 colleghi selezionati negli altri comuni della provincia. Tutti scelti per sorteggio anche in questo caso: a Chioggia la situazione è particolarmente grave perché in tanti svolgono quel mestiere e sono iscritti nelle liste degli scrutatori. Altri, come a Roma, si dedicano alla rappresentanza di lista. Si potrebbero quindi registrare problemi di ‘ritardi, modifiche o cancellazioni’ su alcune delle linee di navigazione interurbane e nel sistema di trasporto su gomma – in particolare a Chioggia – mentre tre biglietterie (Tronchetto, San Zaccaria-Monumento e stazione di Mestre) rimarranno sicuramente chiuse per tre giorni. E il direttore dell’Actv Giovanni Seno non ne fa solo una questione di disservizi. Come riporta Il Gazzettino, il numero uno dell’azienda di trasporto pubblico ha sottolineato: “In un anno, con tre tornate elettorali, abbiamo speso 500mila euro in sostituzioni”.