La aspettavo, con trepidazione e, finalmente, la busta di Postatarget International Plus è arrivata. Anzi, me ne sono arrivate due, una in ufficio e una a casa. All’interno della busta c’è lui, Matteo Renzi detto “il rottamatore”, meglio conosciuto all’estero come “Demolition Man“. Il nostro Presidente del Consiglio appare con i grandi della terra da Obama a Trudeau ed è in forma smagliante anche se governa un “Paese dalla politica debole”.

E perché il Paese è debole? Perché è un Paese instabile. E a chi si deve l’instabilità? Forse a sindaci che scalano partiti, sparano hashtags a colleghi di partito (#enricostaisereno) e poi scatenano crisi di governo? No, la colpa è tutta di quel bicameralismo paritario che “costringe ogni legge ad un estenuante ping-pong tra Camera e Senato. Anni per approvare una legge, quando il mondo, fuori, corre veloce”.

Eppure dagli atti parlamentari risulta che la legge Cicchitto del 2009 venne approvata in 6 giorni, la legge Fornero in 16 e la partita del “lodo” firmato dal nostro brillante  ministro degli interni Angelino Alfano, con tutto il ping-pong, si giocò in 20 giorni. Il bello è che, dopo aver tanto atteso, e dopo aver votato già una settimana fa, oggi mi sono arrivate ben due letterine di Natale, la prima in ufficio e la seconda a casa.

Dovete sapere che qui all’estero abbiamo 2 anagrafi. Da cittadino canadese non sono iscritto a nessuna anagrafe, nel mondo anglosassone l’anagrafe è vista come un istituto da regime napoleonico. Da cittadino italiano sono invece iscritto a ben 2 anagrafi: Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e a quella dell’ultimo comune di residenza.

Tutto qui? Ma no, troppo semplice. L’anagrafe del consolato (Aire) dipende dal Ministero degli Esteri, quella dei comuni dal Ministero degli Interni. Non so per quale motivo una cittadina italiana è stata iscritta all’Aire di Vancouver utilizzando l’indirizzo del mio ufficio. La signora è morta nel 2001 ma nessuno lo ha comunicato alle autorità consolari. E così, a ogni elezione, a partire dal 2006, ho sempre dovuto  rispedire al mittente le schede elettorali della defunta. Questa volta il plico con la scheda elettorale non è arrivato.  È arrivata, però, la letterina di Renzi che invita una signora morta 15 anni fa a votare Sì perchè così “possiamo dimostrare che finalmente qualcosa cambia”. Se non è arrivata  la scheda elettorale ma solo la lettera è perché evidentemente l’indirizzo della signora è stato pescato dall’anagrafe del comune (Ministero degli Interni) e non da quella del consolato.

Riassumendo: anagrafi di ministeri che non comunicano tra loro, spreco di soldi per far arrivare una lettera di propaganda in ritardo (abbiamo già votato la scorsa settimana) e missive anche ai defunti. Si può fare di peggio? Certo, “Basta un Sì’”.