Gli investimenti per la ricostruzione post-terremoto, compresi quelli che prevedono la partecipazione dei fondi strutturali e di investimento europei, devono essere esclusi dal calcolo del deficit previsto dal patto di stabilità, “alla luce del carattere gravissimo ed eccezionale della situazione”. Quello che il governo italiano ha sempre rivendicato entra ora in una risoluzione approvata dal Parlamento europeo, in cui si chiede anche che tutti i fondi Ue a disposizione siano usati per aiutare le zone colpite. L’atto è stato votato nella mini plenaria di Bruxelles giovedì, dopo che mercoledì il commissario per la Politica regionale Corina Cretu ha proposto di cambiare le regole per consentire che le operazioni di ricostruzione siano finanziate totalmente con i fondi strutturali 2014-2020. L’emendamento sullo scorporo dal patto di Stabilità di quei fondi è stato presentato dal Movimento 5 Stelle. Assente alla plenaria il leader leghista Matteo Salvini, a Mantova per un evento della campagna referendaria.

Il Parlamento, che tra le altre cose ha anche approvato il bilancio comunitario per il 2017 sul quale l’Italia per la prima volta si è astenuta, chiede ora alla Commissione di adottare “misure urgenti” per facilitare una rapida ricostruzione delle zone colpite dai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre scorsi. Approvata con 589 voti a favore, 13 contrari e 42 astensioni anche un’altra risoluzione, redatta dall’italiano Salvatore Cicu (Ppe), sulla riforma del Fondo di solidarietà Ue. La richiesta è di ridurre i tempi di mobilitazione e aumentare la quota di pagamenti anticipati.

Gli eurodeputati, alla luce dell’elevata sismicità di alcune aree geografiche come quella mediterranea e del Sud est dell’Europa, invitano poi tutti gli Stati membri ad accelerare la ricerca in questo campo, attraverso le azioni previste dal Programma Horizon 2020 e ad applicare tutti gli strumenti utili alla prevenzione di vittime e danni, in modo da ridurre al minimo la portata potenzialmente devastante di tali eventi naturali. Il Parlamento sollecita tutte le autorità, nazionali, regionali e locali, a prestare la massima attenzione al rispetto delle norme antisismiche in fase di rilascio dei permessi di costruzione. Nel documento si sottolinea, inoltre, l’importanza di utilizzare tutti gli strumenti disponibili e di garantire che le risorse siano utilizzate nel modo più efficace possibile, in collaborazione con le autorità nazionali e regionali.

Per questo, si ricorda anche la possibilità di utilizzare il Fondo europeo per lo sviluppo rurale (Feasr) per sostenere le aree rurali e le attività agricole colpite dai terremoti. La Commissione europea ha annunciato mercoledì sera una prima erogazione di aiuti del valore di 30 milioni di euro dal Fondo di solidarietà. Lo sblocco del finanziamento totale richiede un voto del Parlamento, che si esprimerà una volta che le autorità italiane avranno concluso la valutazione dei danni.