Durissimo attacco del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sul caso Taranto. Ospite de L’Aria che Tira (La7), l’ex sindaco di Bari spiega con dovizia di dettagli la vicenda, smentendo la versione del governo: “Lo dico con dolore più che con rabbia: per il governo era un rigore a porta vuota. Bastava calciare la palla e buttarla dentro”. Emiliano risponde anche all’accusa di strumentalizzazione lanciata dal premier: “E’ ridicolo. Non ho mai usato la mia posizione sul referendum in questa vicenda, né ho mai fatto campagna referendaria. E se Renzi pensa questo, lo dica. Ho addirittura rifiutato decine di inviti in questa trasmissione per rispetto del mio partito”. E denuncia: “Finora di questo caso, dell’Ilva e di tanti problemi ancora non sono riuscito ancora a parlare con nessuno del governo, forse perché vengo considerato un irregolare. E sono presidente da oltre un anno”. Il governatore pugliese ha un battibecco concitato con l’editorialista dell’Unità, Mario Lavia, che, nel tentativo di difendere il governo, viene smentito sui soldi destinati da Renzi a Taranto: “I 200 milioni? Lei vuole proprio che le risponda? Ne è sicuro? Non è informato, come purtroppo le capita spesso. Non c’è stato nessun stanziamento, Renzi riferisce le cose che gli raccontano in modo affrettato e le percepisce in maniera non precisa. I 1600 milioni sparati ieri sono una barzelletta e glielo dissi anche personalmente quando venne a Taranto, che fui costretto a blindare con 1500 poliziotti, perché la città è sull’orlo di una insurrezione per questo atteggiamento del governo”. E chiosa: “Io andrò coi cittadini tarantini il 3 dicembre a Roma per parlare con Renzi. Se lui non vuole, possiamo scegliere un altro giorno. Noi pugliesi siamo garbati, educati, responsabili, non siamo dei matti”