Si narra che l’imperatore Caligola fosse tanto legato ad uno dei suoi cavalli da nominarlo senatore romano. Per la cronaca pare che il cavallo si chiamasse Porcellus, nome evocativo nel Senato attuale. Se il cavallo di Caligola venisse candidato, contro un politico di professione, al giorno d’oggi in molte democrazie occidentali vincerebbe.

La società consumistica si regge perché gli individui vengono sottoposti al lavaggio del cervello pubblicitario in cui si alimentano desideri e insoddisfazione. Il messaggio pubblicitario è: “A te manca qualcosa. Se avessi quell’oggetto o quell’opportunità di viaggio o di acquisto saresti felice!”. Appena però l’oggetto è stato comperato e l’obiettivo raggiunto il sistema pubblicitario non te li lascia godere ma ti mostra un nuovo oggetto, più nuovo, e un obiettivo ancora da perseguire.

I popoli occidentali sono, quindi, a dispetto delle condizioni di vita reali, continuamente insoddisfatti e quindi, logicamente, arrabbiati contro chi li governa e rappresenta. Per reazione voteranno chiunque rompa contro la “vecchia politica”. Il nuovo diverrà ben presto anch’egli “vecchia politica” e dovrà emergere un nuovo “cavallo” su cui puntare che rompa e offra una momentanea illusione.

Confesso di non aver seguito la campagna elettorale americana per cui conosco solo superficialmente, per sentito dire dai giornali italiani, The Donald. Mi pare che impersoni, come in Italia è stato a turno per Berlusconi (1994), Grillo (2013) e Renzi (2014), un nuovo “cavallo” su cui puntare. La Clinton rappresentava il vecchio sistema di potere mentre lui era una ventata di novità.

Per quanto attiene al referendum il “cavallo” potrebbe essere la nuova riforma costituzionale contro la vecchia. Sul fronte opposto il “cavallo” su cui puntare è costituito da chi vuole disarcionare il vecchio governo.

Chiunque vinca dovrà sapere di essere, al pari del cavallo Porcellus di Caligola, null’altro che il simbolo di un’insoddisfazione. Non dovrà montarsi la testa pensando: “Gli italiani credono in me!” ma mantenere l’autoconsapevolezza di essere solo un “cavallo simbolo”. L’idea di novità che nel caso della vittoria del Sì sarà la nuova Costituzione e del No un nuovo governo durerà un periodo effimero e limitato per poi divenire vetusta.