Se entri sul suo sito Internet, vieni accolto così: “Ciccioni curiosi a oggi: 103 mila. Magri connessi attualmente: 12. Futuri magri: clicca”. Libri. Uno spettacolo teatrale intitolato, modestamente “Io cambierò il mondo”. Un esercito di seguaci fedelissimi alla linea, in tutti i sensi: i “cadetti”. Squillanti apparizioni televisive sovente in odore di trash (con lui che apostrofa brutalmente i “grassoni” e gli agnostici in studio), ma che lasciano il segno. L’idea di una serie di ristoranti affiliati alla sua Idea, i Ristolemme. E adesso persino un’app per Android e IOS disponibile alla modica cifra di 87 euro al mese.

Bene o male, purché se ne parli: il “farmacista esploratore” Alberico Lemme, reuccio di un nuovo tipo di dieta alimentare che ha ribattezzato, con l’understatement che lo caratterizza, “rivoluzione dimagrante”, continua a macinare progetti Lemme-referenziali. Al grido di “Il boicottaggio nei miei confronti da parte del Sistema è iniziato. Ricordo ai boicottatori che non si ferma il vento con le mani!”, oppure “Se sei cicciona è colpa tua”, e ancora “Dio ti ha creato, Lemme ti modella”.

Prese di posizione categoriche e tutt’altro che leggiadre che gli sono valse uno schiaffo in faccia durante una puntata di Domenica Live, nonché una serie di esposti da parte di associazioni di commercianti, dietologi e alimentaristi vari. “Lei non ha competenze specifiche” l’accusa che gli viene mossa da questa fitta schiera di sigle e professionisti. “Io non mi curo di voi. E faccio spallucce. Tanto la gente e il pubblico da casa sono con me” la replica, implicita, dell’Alberico nazionale tra un’ospitata alla corte di Barbara D’Urso e un siparietto a Porta a Porta o da Costanzo. Dove propugna il suo credo: non è vero che la dieta mediterranea è il migliore dei mondi alimentari possibili. Per dimagrire veramente, occorre nutrirsi solo ed esclusivamente di carboidrati e proteine, in quantità volendo illimitate, mettendo però al bando frutta, dolci, sale e verdure. E i pasti vanno consumati in orari precisi e rigorosi: vietato sgarrare. Segue una fase 2 di mantenimento nel corso della quale fa testo l’indice glicemico dei cibi, non il conteggio delle loro calorie. E col cibo ci si cura. Lemme è il teorico della pastasciutta a volontà a colazione, per intendersi. Qualche mese fa una modella ha raccontato il segreto della sua invidiabile silhouette: “Mangio spaghetti aglio, olio e peperoncino al mattino. Grazie al professor Lemme”. E l’Alberico di rimando su Facebook, amabilmente da par suo: “Tutti parlano delle mie biosculture. Come vedete, da me non vengono solo ciccione, ma anche le modelle ciccione”.

Ora tocca all’app “Rivouzione dimagrante”. Lui la presenta in questi termini, a mezze tinte: “Ho realizzato un’applicazione a dir poco fantascientifica”. E perché mai? “Perché voi, dal momento in cui inizierete a utilizzare quest’app, vi starete prendendo cura di voi stessi e starete acquisendo consapevolezza dell’importanza del cibo usato in chiave biochimica. Il nostro organismo ha un vitale bisogno di ossigeno, acqua e cibo, ed è proprio il cibo che fa la differenza e ci induce a stare bene o a stare male. Curandosi con il cibo si vivrà una vita in piena salute”. L’app costa 87 euro per un mese di consulenza, e “se rispetterai le regole dell’accademia perderai dai 7 ai 10 chili”. Prima bisogna superare un test d’ingresso: dopodiché, inserendo i propri dati (con tanto di allergie e intolleranze) si riceve ogni giorno il menu personalizzato via sms. Rigatoni al mattino e il professor Lemme in tv al pomeriggio. E ricordatevi, cari ciccioni, che davanti al vostro smartphone da strapazzo Dio vi guarda, e il dottor Lemme pure.