Un dettagliato documento di 18 pagine con tutti i dubbi e le perplessità sui voti in Michigan, Wisconsin e Pennsylvania. Stati chiave che hanno consegnato la Casa Bianca a Donald Trump, facendogli superare la soglia dei 270 necessari per l’elezione. Hillary Clinton, però, con 64,22 milioni di voti stacca di quasi due milioni di preferenze il tycoon, fermo a 62,21 milioni di preferenze. A scrivere il dossier sono esperti e attivisti della coalizione sconfitta della candidata democratica, che chiedono il riconteggio delle schede e intendono consegnare la relazione già la settimana prossima. I destinatari sono i responsabili di commissioni al Congresso e le autorità federali.

Tra gli elementi contestati anche l’intrusione di hacker russi nel sistema di voto elettronico e all’interno delle email del Partito democratico. Per questo hanno lanciato una campagna sui social network intitolata AuditTheVote, cioè Controlla il voto. A presentare il ricorso potrebbe essere la stessa Clinton, ma anche altri candidati usciti sconfitti dalle presidenziali. Che, però, devono pagare in quanto ricorrenti i costi del riconteggio. Per questo la candidata per i Verdi alla Casa Bianca Jill Stein ha deciso di avviare una raccolta fondi online per coprire le spese del “secondo spoglio”. Il costo complessivo per i tre stati si aggira intorno ai 6-7 milioni di dollari e finora sono stati raccolti oltre tre milioni.

J. Alex Halderman, esperto informatico che dirige il Centro per la sicurezza informatica dell’Università del Michigan, è tra coloro che ha notato come alcune delle macchine utilizzate per il voto elettronico “presentano seri problemi in termini di cybersicurezza” che le espone quindi al rischio dell’intrusione di hacker e che pur non essendoci al momento prove dell’opera di pirati informatici sulle macchine in stati chiave che sono stati attribuiti a Trump, a suo avviso sarebbe necessaria una verifica per assicurarsi che non sia davvero così. Dello stesso avviso anche John Bonifaz, avvocato specializzato in diritto di voto, ed entrambi individuano come ‘a rischio’ i risultati nei tre stati chiave che avrebbero determinato la sconfitta della ex segretario di Stato emergendo invece a sorpresa come a favore di Trump. Chi chiede il riconteggio è un gruppo eterogeneo di individui che ha sollecitato anche l’entourage di Hillary Clinton a prendere posizione.